Confcommercio: «Sos centro storico da rilanciare, altro che progetto anacronistico»

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Anacronistico il progetto di rilancio urbano presentato da Confcommercio e Confesercenti? Lo sarebbe secondo le organizzazioni dell’artigianato Cna e Confartigianato che ci inducono a una doverosa, inevitabile precisazione. Confcommercio e Confesercenti hanno presentato nel 2014 le loro idee su come rilanciare il centro storico alla giunta Balzani, poi al sindaco Drei con l’obiettivo di stimolare un dibattito che riuscisse a generare idee, progetti, iniziative utili per la città. Il sindaco Zattini se lo è trovato nel cassetto, consapevole che quello fosse solo un punto di partenza su un dibattito assai più complesso” attacca Alberto Zattini direttore di Confcommercio

La verità è che da anni non esistono altre proposte, oltre a quelle da noi avanzate. Oltre all’immobilismo della scorsa amministrazione comunale abbiamo potuto constatare l’assenza di pensiero anche di Cna e Confartigianato, avvolte in un assordante silenzio.
Ora affermano di preoccuparsi delle imprese senza aver, probabilmente, mai parlato con nessuna di loro, non rendendosi conto che le imprese del centro storico stanno rischiando l’estinzione e da anni chiedono interventi su accessibilità, parcheggi, trasporto pubblico e sicurezza; dicono di preoccuparsi dell’ambiente senza spendere una parola sulle vere cause che generano inquinamento, nello specifico le caldaie civili e industriali e l’inceneritore al quale saremo costretti, nei prossimi anni ad imputare gran parte delle malattie che colpiranno la popolazione” continua Zattini.

Cna e Confartigianato si preoccupano di animare uno stucchevole dibattito sulle auto sì auto no con il solo obbiettivo di distrarre dall’obiettivo principale, quello da noi delineato: stimolare interventi urgenti di modifica dell’accessibilità del centro storico creando condizioni di vivibilità migliori di quelle esistenti. Cna e Confartigianato omettono inoltre di considerare che le scellerate direttive della Regione Emilia Romagna, qualora attuate, porteranno all’estensione della ztl (zona a traffico limitato Ndr) a tutto il centro storico, per tutto il suo perimetro, con l’unico effetto di far chiudere di centinaia di imprese e di rendere il centro storico un dormitorio popolare. Per questo Confcommercio e Confesercenti chiedono da tempo di modificare l’accessibilità, ridurre il perimetro del centro storico ad un porzione ridotta, potenziare il trasporto pubblico e liberare la città dalla gabella della sosta a pagamento” prosegue il direttore di Confcommercio Forlì.

“A scanso di equivoci: il sindaco Zattini non ha garantito nulla alla nostra associazione, ma ci ha solo assicurato il massimo impegno dell’amministrazione per valutare i possibili interventi da attuare. Quel che è certo è che resta saldo il rapporto di collaborazione tra Confcommercio e Confesercenti, rafforzato ancor più da questa entrata a gamba tesa delle organizzazioni dell’artigianato, che negli ultimi anni sul tema del centro storico sono sempre venute a traino dei ragionamenti e delle nostre idee, quelle sì coerenti e tuttora valide, anzi ancor più di prima. Chiudiamo questa comunicazione soffermandoci sull’antipatica questione del numero dei soci, sollevata dalle organizzazioni dell’artigianato e per nulla attinente ai problemi del centro storico: chiudiamo sottolineando che se Confcommercio avesse anche un solo socio in Centro Storico, anche se fosse l’ultimo e unico ci batteremmo per lui sapendo di fare una battaglia per una intera categoria. Fortunatamente Confcommercio è la più importante organizzazione di rappresentanza in Italia, con più di 800mila imprese associate e circa 3,5 milioni di addetti nei suoi settori di rappresentanza” conclude Alberto Zattini.