Vietina: «La conferenza regionale della montagna non sia solo una passerella elettorale»

0

Se Bonaccini dichiara di aver a cuore la montagna, lo dimostri permettendo a questi territori di accedere ai finanziamenti per le aree interne, da cui tanti Comuni sono esclusi per gli assurdi parametri aggiuntivi previsti proprio dalla Regione Emilia-Romagna. Confidiamo che il 19 settembre a Bagno di Romagna non andrà in scena una passerella elettorale tutta sorrisi e pacche sulle spalle: la montagna ha bisogno di grandi interventi, in primis per combattere lo spopolamento, e la Regione può e deve rimuovere tutti gli ostacoli possibili”. Così Simona Vietina, sindaco di Tredozio e parlamentare di Forza Italia in vista della prossima Conferenza Regionale della Montagna, in programma per il 19 settembre a Bagno di Romagna. 

La Regione Emilia-Romagna – incalza il primo cittadino di Tredozio – ha scelto di puntare sulla formula delle Unioni dei Comuni e ha previsto, parallelamente, dei criteri aggiuntivi rispetto a quelli nazionali e assolutamente penalizzanti per determinare l’accesso ai fondi per le aree interne. Una serie di scelte che si è dimostrata fallimentare e che ha impedito, di fatto, ai nostri territori di accedere a contributi per di decine di milioni di euro che sarebbero stati utilizzati per lo sviluppo e per lottare contro quello spopolamento che ogni giorno pesa di più sui nostri Comuni. Se la mancanza di iscritti alla prima elementare a Premilcuore non è da considerarsi un segnale preoccupante in questo senso, non so cosa potrebbe esserlo”.

Giova ricordare perché l’accesso ai fondi per le aree interne è impossibile a molti Comuni montani – prosegue Vietina – molti territori fanno parte di una Unione fortemente voluta dalla Regione Emilia-Romagna, che ha al suo interno un Comune come Forlì che rientra nella cosiddetta “fascia A”. Per questa ragione, questi Comuni non possono essere considerati parte delle aree interne pur mantenendone purtroppo le caratteristiche negative e non trovando alcun beneficio dal far parte dell’Unione”.

Ancor più serio è proprio il nodo dello spopolamento: “Per molti Comuni montani che si stanno spopolando velocemente per le numerose difficoltà – sottolinea Vietina – l’adesione all’Unione dei Comuni rappresenta un problema anche per il parametro demografico richiesto dalla Regione Emilia Romagna per l’accesso ai fondi per le aree interne. Penso alla mia Tredozio dove, dal 2014, anno di nascita dell’Unione dei Comuni, il trend demografico negativo non si è arrestato, arrivando a perdere il 3% dei cittadini in 5 anni. Eppure, nell’analisi dei requisiti per il riconoscimento dello status di ‘aree interne’, il saldo dei territori dell’Unione è positivo: nell’aggregazione indiscriminata, i problemi specifici dei territori montani spariscono dall’equazione e i fondi diventano inaccessibiliLa lotta per la montagna non si fa solo a parole – conclude Vietina – ma con azioni e scelte concrete: la Regione cosa intende fare?”.