Unieuro Forlì – Old Wild West Udine 85-95

Unieuro Forlì: Benvenuti 19 (6/10, 1/4), Giachetti 19 (5/10, 0/2), Rush 17 (4/8, 3/7), Bruttini 14 (5/8), Marini 10 (2/5, 1/6), Watson jr 3 (1/8, 0/1), Petrovic 3 (1/4 da tre), Kitsing, Dilas, Campori (0/1 da tre), Ndoja, Cinti. All. Dell’Agnello.
Tiri liberi: 21/24. Rimbalzi: 36 (13+23). Assist: 12.
Old Wild West Udine: Amato 21 (5/8, 3/8), Beverly 18 (6/10, 1/1), Fabi 12 (1/2, 3/3), Antonutti 12 (4/6, 1/1), Cromer 11 (4/10, 1/2), Zilli 11 (4/5), Cortese 10 (1/2, 2/6), Nobile (0/1 da tre), Jerkovic, Micalich. All. Ramagli.
Tiri liberi: 12/15. Rimbalzi: 36 (5+31). Assist: 21.
Parziali: 20-29, 15-16, 23-27, 27-23.

Si interrompe contro Udine che passa meritatamente all’Unieuro Arena la corsa degli uomini di Dell’Agnello verso le Final four di Milano che assegneranno la supercoppa di Lega. I biancorossi, ancora orfani di Klaudio Ndoja, vengono sconfitti 85 a 95 dagli uomini di Ramagli. Dopo le prime schermaglie la partita scorre fluida e Forlì si trova in vantaggio, l’unico della gara, sul 12 a 10 grazie ad un appoggio di un positivo Benvenuti. Gli ospiti però reagiscono subito e piazzano un parziale di 8 a 0, protagonisti di questo frangente di partita sono Augustin Fabi e Michele Antonutti che sembrava non dovesse neppure scendere in campo. I padroni di casa però sono bravi a rientrare sino al -3 pur sprecando un paio di palloni in attacco con annessi canestri facili sbagliati da un centimetro. E’ ancora Fabi, a cui si affianca un ispiratissimo Amato, a costruire, grazie a due conclusioni dall’arco, una a testa, il break che chiude il primo quarto sul punteggio di 29 a 20 vantaggio esterno, punteggio che risulterà pressoché determinante nell’economia del risultato finale.

Al rientro dal primo mini intervallo la difesa ospite stringe ancora di più le proprie maglie e così Amato e soci si trovano in doppia cifra abbondante di vantaggio sul 27 a 40 a 4 minuti dalla sirena di metà tempo. L’Unieuro cui l’allenatore ha instillato ogni goccia del proprio “animus pugnandi” prova a rientrare comunque in un primo tempo che l’ha sempre vista sott’acqua: nei minuti finali della prima frazione lo fa trascinata dal suo capitano e da Erik Rush che riportano Bruttini e soci sino a-7 (33-40). Gli ospiti respingono questo tentativo di riavvicinamento ancora grazie ad una tripla di Fabi e ad una conclusione nel traffico di Giacomo Zilli intervallate da due tiri liberi di Marini. Così si arriva alla sirena di metà gara: il primo tempo di una partita sostanzialmente equilibrata si chiude sul 35 a 45 per Udine che risulta, ad occhio, più avanti in molti aspetti del gioco rispetto agli uomini di Dell’Agnello, non adeguatamente incisivi in difesa, dimostrando di soffrire la fisicità ospite soprattutto sugli esterni.

Nella seconda parte della gara lo spartito non cambia, Udine la controlla senza particolari patemi, Forlì, grazie a sussulti estemporanei, prova ad avvicinarsi ma gli ospiti respingono puntualmente ogni tentativo dei biancorossi. E’ Zilli a portare i suoi sul +12 ad inizio della terza frazione; Rush e compagni rientrano fino al -5 mancando anche la conclusione per riaprire definitivamente la gara e portarsi a -2 con Marini. E’ il turno di Amato a ristabilire le distanze fra le due squadre portando Udine in vantaggio di 14 punti; l’Unieuro sospinta dal suo pubblico e da percentuali in attacco tornate accettabili, dopo il misero 30% con cui aveva chiuso il primo tempo, rientra ancora una volta sino al -8 quando la bomba di Petrovic infila la retina (50-58). Udine non si scompone e continua a macinare con il suo gioco corale la difesa forlivese. Sono Beverly e Cromer a dare man forte ad Amato, autentica spina nel fianco della difesa forlivese, sul finire della terza frazione ristabilendo le distanze fra le due squadre come testimonia il 58 a 72 al 30′. Oltre a valere i classici due punti le giocate sopra al ferro dei due colored friulani, lasciano impotenti i lunghi biancorossi. Il quarto conclusivo non offre spunti di particolare interesse anche se i padroni di casa cercano di rientrare per un’ultima volta nella gara arrivando a -8 a tre minuti dalla sirena conclusiva, ma sono ancora Antonutti, Amato e Zilli a respingere l’ultimo assalto biancorosso. I bianconeri vanno meritatamente alle Final Four della competizione, mettono a nudo difetti che l’Unieuro poteva sospettare di avere ma che non aveva ancora palesato e mandano un forte messaggio alle competitor per la promozione. Forlì, d’altro canto, oggi davanti al pubblico amico ha persa una battaglia ma la guerra è ancora lunga e i biancorossi sono nati con l’elmetto.

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Diplomato al liceo Fulcieri Paolucci de Calboli di Forlì, nel lontano 1997, intraprende gli studi di Scienze dell'Informazione di Cesena in cui consegue la Laurea nel marzo del 2002. Dopo varie esperienze lavorative nel ramo dell'informatica presta la sua opera come programmatore all'interno del servizio informatico dell'Istituto Scientifico Romagnolo per lo Studio e la Cura dei Tumori (I.R.S.T.) S.r.l. La sua vita senza la musica, lo sport e la ginnastica sarebbe stata monotona ma... Dicono di lui: "Chiedetelo agli altri...". Dice di lui: "Ciò che non ti uccide ti fortifica... Tutte cazzate"!