‘Semplicemente’ Bruno

Il ricordo di Bruno Grandi scomparso all'età di 85 anni

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«È difficile parlare, descrivere Bruno, riassumendo in poche parole cosa lui abbia rappresentato in questi anni per me e da sempre per la sua città. Bruno era una di quelle persone difficili da interpretare al primo sguardo: sguardo autorevole, limpido, diretto, un po’ burbero, ma colmo di entusiasmo, positività, generosità. Simpatia immediata. Bruno ha simboleggiato tantissimo per la sua città e non solo per averla rappresenta ai massimi livelli sportivi tecnici e dirigenziali, ma per essere stato, per essere il padre del progetto sul Museo Nazionale della Ginnastica che l’anno scorso abbiamo presentato in Sala Randi in occasione delle celebrazioni per Forlì Città Europea dello Sport 2018.

A lui va tutto il merito di averlo portato a Forlì con tenacia e determinazione. Progetto che non può e non deve essere abbandonato perché rappresenta tra i progetti più qualificanti per la nostra città. Ricordo ancora la sua inesauribile voglia di portarlo a termine, la sua trascinante passione, voglia di fare e, in generale, di guardare sempre un po’ più oltre quello che noi oggi, purtroppo, siamo abituati a fare, immobilizzati da un destabilizzante e schizofrenico presentismo. Bruno era determinatissimo. L’uomo più dinamico che io abbia mai conosciuto. Non mancava di chiamarmi puntualmente e noi di sentirci quasi quotidianamente per parlare del museo, del percorso da fare, delle cose da organizzare, ma anche per parlare dell’attualità. È stato tra coloro i quali, conoscendo bene lo sport, la sua città, la sua storia, le sue potenzialità, il suo grande e ricco patrimonio impiantistico e di risorse umane, ha più determinato il successo di portare a Forlì il titolo di Città Europea dello Sport consapevole che Forlì, meritava.

Soprattutto. Bruno guardava al futuro, ai giovani, ai bambini, alla sua città che amava sopra ogni cosa. L’amore per Franca. Così come amava in maniera assoluta lo sport, i suoi principi, i suoi sorrisi e le sue fatiche, il suo inesauribile patrimonio valoriale. Io lo ricorderò sempre così, con quello sguardo emozionato, sorpreso, sempre ai limiti di un’umiltà imbarazzante per il calibro dell’uomo che avevo davanti, quando, il 28 maggio 2018, insieme al sindaco Davide Drei e al presidente del Coni Giovanni Malagò lo insignimmo dei più prestigiosi riconoscimenti della nostra città: il sigillo di Caterina Sforza.

Un riconoscimento non solo dovuto per tutti i meriti che ha saputo guadagnarsi negli anni con competenza e talento, ma con grande umanità. Con grande semplicità. Con la sua sconcertante umiltà. Ed è precisamente questa qualità, che distingue la grandezza e la mediocrità degli uomini. Bruno era, è un grande Uomo. Prima di ogni altra considerazione.
Con me diceva sempre, anche l’ultima volta che sono andata a trovarlo, un mese fa, già percorso dalla malattia: “Non mollare mai. Ci sono sempre nuove sfide che ci attendono. Nuove opportunità. E noi sportivi, dobbiamo giocarcela sempre fino in fondo con passione e talento”. Allo stesso modo, così vanno onorati i nostri Grandi. Ora spetta alla sua città rendergli onore come merita. Nella stessa identica maniera in cui si onorano i più coraggiosi, i più generosi, i più lungimiranti “Eroi” del nostro tempo. Il “grande” Bruno Grandi. Grazie, indimenticabile Bruno. Sarai sempre con noi, con i tuoi insegnamenti, con la tua silenziosa, discreta ma forte presenza e personalità».

Sara Samorì



Ha scritto la storia della ginnastica italiana e internazionale: suo l’impegno contro lo sfruttamento sportivo delle atlete giovanissime, sua la riforma della ginnastica mondiale. Che pena e rabbia se ne sia andato prima di vedere il Museo della Ginnastica prendere forma nella sua Forlì”. Così Bruno Molea, presidente nazionale di AiCS, ricorda Bruno Grandi,forlivese illustre ed ex presidente del Coni e della Federazione internazionale della Ginnastica appena scomparso.
Io e Bruno eravamo amici – lo ricorda Molea -. Tante volte ci siamo confrontati sulle politiche sportive locali, nazionali e internazionali e abbiamo condiviso impegni, fatiche, soddisfazioni. AiCS lo aveva premiato proprio tre anni fa a Firenze con il riconoscimento ‘Una vita per lo sport’ e pur in quell’occasione, umile e disponibile com’era, si era messo a disposizione della nostra Associazione condividendo con noi i ricordi della lunga militanza nella rappresentanza sportiva internazionale”.
Chi lo conosceva bene – prosegue Molea – lo avrà notato tante volte, negli ultimi anni, passeggiare nella sua Forlì tenendosi allenato e con uno sguardo rivolto alla città dalla quale non si era mai voluto allontanare nonostante i tantissimi impegni internazionali. Bruno era un generoso: con lo stesso slancio, si è messo a disposizione della sua Forlì per il recupero dell’ex Gil in funzione della nascita del Museo della Ginnastica. Proprio grazie a lui, Forlì ha potuto contare sui fondi necessari al ripristino del palazzo di viale della Libertà ma so che era molto dispiaciuto all’idea di non veder realizzato per intero il progetto iniziale: questo deve rimanere un grande rammarico per chi aveva garantito la nascita del Museo della ginnastica in tempi ragionevoli e per l’intera città che oggi perde uno dei suoi cittadini più illustri. Ora spero che la politica sappia accelerare sui progetti già in essere, e mi farò personalmente garante degli impegni presi, perché la famiglia Grandi possa avere i giusti riconoscimenti e perché Bruno Grandi possa essere ricordato come deve: come chi ha portato Forlì alle vette dello sport internazionale con perizia, competenza, eleganza e impegno”.



Bruno Grandi era un pezzo dello sport italiano, un pilastro della ginnastica mondiale. Un uomo che ha ricoperto ruoli internazionali di grande prestigio senza mai perdere di vista l’attenzione alla propria comunità, per la quale si è speso fino all’ultimo per valorizzare la passione di una vita: la ginnastica. Disciplina di cui è stato anche presidente della federazione mondiale per 20 anni. Un amore per questo sport nato grazie all’impegno giovanile con i colori della forlivese “Forti e Liberi”. Se ne va un grande italiano, un forlivese tra quelli che hanno dato maggior lustro alla città. Ciao Bruno”. Lo afferma il deputato Marco Di Maio, dopo aver appreso la notizia della scomparsa del grande dirigente sportivo nella notte tra giovedì e venerdì.

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