Ritorno alla politica?

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Ho letto con interesse i documenti che Folegatti-Zattoni e Valbonesi-Vaccari hanno inviato agli iscritti del Pd in occasione dei prossimi congressi di Federazione/Unione comunale forlivese. Mi pare che entrambi siano percorsi dallo sforzo di produrre idee utili; in molti casi – e per fortuna! – le idee sono molto simili (penso alla centralità della questione ambientale, ad es.); in altri casi, le distanze sono più marcate.

Tutto sommato, la scelta di portare il Pd locale al Congresso senza passare per un autodafe’ con esecuzione sommaria del segretario mi è parsa saggia. Personalmente, voterò Folegatti-Zattoni, perché trovo convincente la loro lettura in chiave strategica: debolezza di Forlì a 25 anni dalla perdita di una parte della provincia e di una parte del capoluogo, crisi demografica più accentuata rispetto alle altre città romagnole, necessità di compattare il territorio su un progetto comune contro le spinte iper-municipali, se si vuol contare qualcosa.

Forlì ha un pauroso vuoto di classe dirigente, colmato provvisoriamente da personale politico-amministrativo proveniente dal circondario (Meldola, Rocca, Santa Sofia). Infine: credo che un segretario di federazione, oggi come non mai, debba lavorare a tempo pieno, senza distrazioni né altri incarichi. Luigi ha dichiarato che mette a disposizione tutto il suo tempo gratuitamente. Ha un’età per la quale non è sospettabile di carrierismo. Lui e Matteo hanno un’indipendenza di giudizio assoluta. Infine, partono sfavoriti. Ottimo inizio.

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Roberto Balzani, nato a Forlì il 21 agosto 1961, è uno storico, saggista e politico italiano. È professore ordinario di storia contemporanea alla Facoltà di Conservazione dei Beni Culturali, Università degli Studi di Bologna. È stato sindaco di Forlì, dal 2009 al 2014 è professore ordinario di Storia contemporanea alla Facoltà di Conservazione dei beni culturali dell'Università di Bologna (sede di Ravenna), della quale è stato preside fra il 2008 e il 2009. Ricercatore in Storia contemporanea alla Facoltà di Scienze Politiche “Cesare Alfieri” di Firenze dal 1992, è divenuto poi professore associato alla Facoltà di Conservazione dei beni culturali dell’Università di Bologna e quindi professore ordinario. Fra i suoi interessi più recenti, la storia del regionalismo e del patrimonio culturale, cui ha dedicato diversi saggi, collaborando alle iniziative promosse alla Scuola Normale Superiore di Pisa da Salvatore Settis. Fra il 1992 e il 1996 ha fatto parte del consiglio d’amministrazione della Fondazione “Spadolini – Nuova Antologia” di Firenze. E’ stato a lungo componente del consiglio direttivo della Società di Studi Romagnoli, dell’Istituzione Biblioteca Malatestiana di Cesena e dell’Ibc Emilia-Romagna. Fra le principali pubblicazioni da menzionare la ricostruzione del regionalismo culturale romagnolo fra ‘800 e ‘900 (La Romagna, Bologna, 2001, ristampata con un nuovo capitolo nel 2012); inoltre, la sintesi Storia del mondo contemporaneo, Milano, 2003 (con Alberto De Bernardi), la ricerca di storia dei beni culturali Per le antichità e le belle arti. La legge n. 364 del 20 giugno 1909 e l’Italia giolittiana (Bologna, 2003) e la cura dei Discorsi parlamentari di Carducci (Bologna, 2004). Con Angelo Varni è curatore de La Romagna nel Risorgimento (Roma-Bari, 2012). Alla sua esperienza di amministratore è dedicato il pamphlet: "Cinque anni di solitudine. Memorie inutili di un sindaco" (Bologna, 2012). E’ autore di diversi manuali di storia per le Scuole medie e i Licei.