Morti sul lavoro. Intervista a Carlo Soricelli

Carlo Soricelli è un tecnico metalmeccanico in pensione. Undici anni fa ha aperto l'Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro

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Il 1° gennaio 2008 lei ha aperto l’Osservatorio Indipendente morti sul lavoro, l’unico sito in Italia che monitora in tempo reale i morti sul lavoro, cosa lo ha spinto a farlo?
«Poche settimane prima c’era stata la tragedia alla ThyssenKrupp di Torino dove morirono bruciati vivi sette operai. Cercavo notizie aggiornate in rete, ma le più recenti avevano 7 o 8 mesi. Erano dell’Inail ma mi dicevo che era assurdo coi mezzi tecnologici che c’erano non sapere le dimensioni aggiornate delle tragedie».

Numeri alla mano, dall’apertura del sito web quanti sono stati i lavoratori morti in Italia negli ultimi 12 anni?
«I morti sul lavoro sono tutti registrati in appositi file per luogo, data della tragedia, età, professione, identità, nazionalità e modalità della tragedia e dal 2008 sono stati complessivamente oltre 17.000, di questi oltre la metà sui luoghi di lavoro e i rimanenti sulle strade e in itinere».

Quelli invece dall’inizio dell’anno ad oggi?
«Da inizio 2019 sono morti già oltre 1000 lavoratori, di questi 517 sui luoghi di lavoro, gli altri sulle strade e in itinere: tra questi molte donne».

Lei per la giornata del 29 settembre ha invitato i cittadini a partecipare ad una protesta al quanto originale, ci spieghi di che si tratta e qual è il fine di questa iniziativa?
«Lo sciopero del web, dalle ore 12,00 alle ore 13,00 spegnerò cellulare, computer e la televisione per protestare contro le morti sul lavoro. Da 12 anni invio migliaia di mail a politici, giornalisti e sindacati di tutti i colori politici, ma mai hanno fatto niente per alleviare questa autentica strage. Il sito dell’Osservatorio è visitato da centinaia, a volte migliaia di persone al giorno, complessivamente dal 2008 oltre due milioni di visitatori. Se solo una parte di questi desse l’adesione ci sarebbe un forte scossone per i politici, ministri compresi».

Cosa chiederebbe al nuovo governo in materia di tutela e sicurezza nei luoghi di lavoro?
«In tutta onestà, visto i governi precedenti non mi aspetto un grande interesse da parte del Parlamento. I segnali non sono buoni neppure questa volta. Ma vediamo, sono pronto a ricredermi. Ma se ci sarà un forte riscontro allo sciopero, allora credo saranno costretti ad occuparsene».

Al 21 settembre 2019 in Emilia Romagna 30 morti sul lavoro: Bologna (6), Rimini (1). Ferrara (2) Forlì-Cesena (2) Modena (2) Parma (7) Ravenna (1) Reggio Emilia (4) Piacenza (5).