Ritardo-a-lavoro

Un dipendente di una ditta di verniciature e imballaggio con sede centrale a Torino e succursale a Forlì, in via Mettei, è stato licenziato per essersi recato al lavoro in ritardo.
Lo denuncia Francesco Stavale, segretario Ugl Metalmeccanici della provincia di Forlì-Cesena, il sindacato confederale di categoria, che ha reso noto, insieme a Mauro Burzacchi, Rsu di Ugl Metalmeccanici, di aver già impugnato il provvedimento per vie legali, annunciando anche di voler portare il caso all’attenzione della pubblica opinione e delle istituzioni. 

Nella scorsa settimana l’operaio svegliatosi in ritardo, ha avvisato con una chiamata l’azienda del suo ritardo lasciando un messaggio in segreteria. L’azienda ha dapprima formalizzato una contestazione, e dopo la giustificazione presentata a sua volta dall’operaio, s’è decisa ad applicare l’articolo 10 che prevede il licenziamento per giusta causa. Permettendosi anche, nella lettera che comunica l’interruzione del rapporto di lavoro, di deridere l’operaio per le sue mancanze, suggerendogli di acquistare una sveglia funzionante. Riteniamo questa condotta dell’azienda: sproporzionata rispetto al fatto e irrispettosa ed offensiva verso l’impiegato, dunque riprovevole nei contenuti”: spiegano in una nota Francesco e Mauro Burzacchi.

Nonostante il disguido dell’orario di lavoro, la condotta dell’operaio è stata ineccepibile e la contestazione non poteva tradursi, dunque, nella sanzione definitiva del licenziamento perché sostanzialmente ingiustificata. Parliamo di un lavoratore che ha sempre fatto il suo dovere. Inoltre, è disdicevole che passi il messaggio che oltre al danno del licenziamento da parte di un’azienda possa essere consentito anche la beffa di una derisione che risulterebbe offensiva per chiunque”: insistono il segretario Ugl Metalmeccanici della provincia di Forlì-Cesena e l’Rsu di Ugl Metalmeccanici.

Oltre alle iniziative legali – spiega il sindacato – denunciamo anche l’ennesimo caso di “licenziamento facile”, discrezionale, ed esagerato in un contesto che vede, anche nella nostra provincia, la piaga della disoccupazione tradursi in un problema endemico e ormai completamente scollegato dai tradizionali diritti del lavoratori”.