Acri: «Di Maio e la colla del potere»

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Le vicende di questi giorni relative a scissioni dai partiti politici, e nuove formazioni politiche di palazzo, ci consegna un ritorno alla politica lontana dalla gente, ad uso e consumo degli interessi di pochi e delle manovre per fini personalistici. Gli stessi protagonisti che durante le loro apparizioni pubbliche professavano e giuravano il loro legame col territorio, dimenticano in un colpo promesse ed impegni. È il caso del deputato del Pd Marco Di Maio speranza e riferimento del Partito Democratico Forlivese, già transfugo del ruolo, forse doveroso, di candidato sindaco della città che decide di saltare la staccionata ed uscire dal partito” attacca Raffaele Acri di Forza Italia.

Cosa è rimasto si chiederanno i militanti del PD degli interventi a sostegno di infrastrutture ed esigenze sociali, descritti in numerosi articoli di stampa e del legame sempre espresso col territorio che lo vedeva sempre presenzialista accanto ad ogni vip che varcava il territorio forlivese, fino al saluto recente al cedente questore? Da parte nostra non possiamo certo dimenticare la levata di scudi del parlamentare ex dem, nei riguardi dell’onorevole Morrone e del candidato sindaco Zattini rei di essere entrati nell’aeroporto Ridolfi senza invitare il sindaco Drei, per non parlare della polemica sulla mancata promozione della stessa struttura nella categoria che poteva assegnare a carico dello Stato il servizio antincendio dei vigili del fuoco. Nello stretto giro di pochi mesi tutti i spavaldi protagonisti della recente storia della nostra città, si sono incredibilmente e velocemente distaccati come in un immaginario big bang dove a disgregare il nucleo è stato il dissolversi del potere” conclude l’esponente azzurro.