Softball-Forlì-coppa-coppe

Prima di rituffarci nel campionato con le semifinali playoff diamo due numeri sulla Coppa delle Coppe appena vinta dalla Poderi dal Nespoli Softball Forlì. Nel softball e baseball, forse più che in qualunque altro sport, le statistiche spiegano meglio di ogni analisi o ragionamento. Le cifre che hanno accompagnato il successo della Poderi dal Nespoli in Coppa Coppe non si discostano da questa premessa. Alla base di tutto c’è stata una difesa perfetta. Forlì ha vinto il trofeo con zero errori difensivi, in nove partite giocate. Per dare altri termini di paragone, in occasione della loro precedente vittoria (2015) le romagnole di errori ne avevano commessi due, in sette partite, che era ed è una cifra eccezionale.

Poco più indietro, nel successo del 2011 gli errori erano stati otto in altrettanti match, che è un dato già più nella media, mentre non lo sono più i 10 errori in nove partite del 2017: e infatti la squadra arrivò quinta, peggior risultato nelle diciannove coppe europee di Forlì.
L’attacco forlivese ha dominato tutte le categorie statistiche. Media battuta .376; media bombardieri .662; i punti realizzati sono stati 71, quasi otto a partita; le valide 79, quasi nove a partita, con 10 fuoricampo, oltre uno di media-partita. Sette su nove le partite vinte per la regola della “manifesta inferiorità”: solo le neozelandesi e le olandesi (in finale) hanno portato la Poderi dal Nespoli al limite regolamentare dei sette inning.

A livello individuale, Erika Piancastelli ha chiuso con .652 di media battuta, la più alta della Coppa; la modenese ha condito la sua prestazione con 6 doppi e 5 fuoricampo, e l’enormità di 20 punti battuti a casa e una media bombardieri di 1.565 che non ha paragoni.
Delle compagne di squadra, Beatrice Ricchi è stato l’altro grande pilastro dell’attacco: ha chiuso a .500 di media con 9 punti battuti a casa, inclusi i due che in finale hanno dato la Coppa a Forlì. Di Lisa Maulden, americana con passaporto comunitario, conta l’eccezionale .769 di media arrivi in base come lead off, vale a dire primo giocatore nell’ordine di battuta. Pur giocando una partita in meno (è dovuta rientrare in anticipo negli Usa), Emily Vincent ha chiuso a .458 di media battuta e 1.000 di “bombardieri”, grazie a due doppi, un triplo e tre fuoricampo, e ha battuto a casa 10 punti. Arrivata tardi, nelle cinque partite giocate l’altra americana Courtney Gano ha tenuto una media di .538, e il suo home run contro le Eagles, appena scesa dall’aereo, è uno degli momenti salienti della Coppa. Di Elisa Grifagno, più che il .333 comunque buono di media battuta, va sottolineata la pazienza nel box di battuta (un solo strike out al passivo) e un solo punto battuto a casa, ma il più importante, quello del pareggio 2-2 nella finale col Terrasvogels.

In pedana di lancio, i pitchers forlivesi sono rimasti imbattuti e hanno a loro volta accumulato altri numeri esagerati. Zero i punti incassati da Sarah Pauly, uno da Emily Vincent e due da Ilaria Cacciamani, per un totale di tre punti subiti in tutto il torneo. Le tre si sono divise in maniera quasi geometrica le riprese lanciate: 16 a testa Cacciamani e Pauly, una in più Vincent. Pauly, accreditata come lanciatore vincente in quattro partite, oltre all’ovvio 0.00 di pgl (punti guadagnati sul lanciatore) ha concesso una media battuta di .113 e messo al piatto 27 battitori. Statistiche simili per Cacciamani, che ha chiuso con 0.88 di pgl, .115 di media battuta, e due strike out in più della compagna di squadra, 29
Quanto a Vincent, il suo pgl è stato 0.41, ha concesso .127 ai battitori avversari, e anche messo a segno 21 strike out.