Morrone: “Bonaccini parla di svolta ma non sa quello che dice”

0

Il presidente della Regione Emilia Romagna Stefano Bonaccini rappresenta tutto ciò da cui la politica lungimirante, riformatrice e vicina alla gente dovrebbe stare alla larga. Lo abbiamo visto oggi durante la sua performance al Meeting dove è riuscito a dire tutto e il suo contrario, esattamente come fa da anni, sorprendentemente graziato da certa parte dei media e della cosiddetta intellighentia progressista regionale che raramente lo mette di fronte alle sue evidenti contraddizioni“. L’onorevole Jacopo Morrone, segretario della Lega Romagna, punta il dito sulle affermazioni di Bonaccini:

Cosa significa che la mancata autonomia è la ‘sconfitta di Salvini’, semmai è la ‘sconfitta dei 5 stelle’, il movimento che ne ha di fatto bloccato la realizzazione. Lo stesso M5s con cui Bonaccini punta a fare l’inciucio anche in Emilia Romagna per poter sperare di vincere le elezioni regionali, con buona pace della coerenza e delle battaglie feroci tra le due componenti politiche in contrasto praticamente su tutto. Riconosco a Bonaccini una dote, di non fermarsi di fronte a nulla. Neofita dell’autonomia, ricordo che è stato l’ultimo a saltare sul carro autonomista, si è allontanato al momento giusto dal renzismo in caduta libera, pur essendo stato un grande estimatore del neocentralismo renziano. Con l’avvento di Zingaretti, si è riposizionato nell’area più conservatrice del partito, vera erede della storia ‘rossa’ emiliana. Un partito che, tuttavia, è decrepito e minoritario nel Paese, ma non vuole stare fuori dal governo. E per ritornare al centro del potere non si ferma di fronte a nulla, neppure di fronte a un’alleanza innaturale con il peggior nemico, il M5s, pur di non andare al voto. Oggi Bonaccini si dibatte, dunque, tra spregiudicatezza renzista e neoconservatorismo zingarettiano, in chiave anti leghista. Perché è la Lega che fa paura al Pd, perché è la Lega che ha una visione politica del futuro del Paese, ha idee chiare e progetti concreti pronti. Bonaccini non è stato in grado di spiegare cosa intenda fare il Pd sull’immigrazione, sulla sicurezza, sulla giustizia, sulla diminuzione delle tasse, sull’economia, sul taglio dei parlamentari. La stratosferica differenza tra Lega e Pd sta qui. Noi lavoriamo per un paese libero, sicuro e democratico. Il Pd no e lo ha ampiamente dimostrato durante i cinque anni della scorsa legislatura. Bonaccini parla di svolta senza dire quali ne siano i contenuti. Sicuramente perché di contenuti non ce ne sono”.