degrado a Forlì

Nel leggere le dichiarazioni del capogruppo del Pd Soufian Hafi Alemani mi sono chiesto quanto rancore e quanto insofferenza alimenti le fila della sinistra forlivese considerato che per decenni, tendendo fede ai diktat di partito, non hanno fatto altro che abbarbicarsi nei palazzi del potere e ignorare con sufficienza politica le istanze della gente. Per i Verdi addirittura, la colpa del disagio cittadino ricadrebbe su Matteo Salvini, complice di dare il cattivo esempio e di istigare, con le sue vacanze marittime, l’abuso di bevande alcoliche tra giovani e meno giovani”. A dirlo, con una punta di ironia, è il capogruppo della Lega in consiglio comunale Massimiliano Pompignoli nel commentare “le sterili proteste dell’opposizione che preferiscono non cogliere la natura urgente e contingibile del provvedimento sindacale e gli obiettivi di contrasto e prevenzione di fenomeni di inciviltà urbana e degrado cittadino che da mesi, complice l’abuso di alcol tra i più giovani, stavano rendendo alcune zone del nostro centro storico invivibili e sempre più insicure. Quello che sfugge al partito democratico e agli amici dei Verdi che evidentemente non solo non abitano il centro ma tantomeno lo frequentano, sono i numerosi accertamenti effettuati dalla Polizia locale e i tantissimi esposti pervenuti alle Forze dell’ordine circa l’aumento di situazioni di disturbo, inciviltà e imbrattamento di aree pubbliche che decine e decine di forlivesi hanno segnalato e dovuto sopportare in tutto questo tempo a discapito della quiete pubblica e del decoro cittadino”.

Voglio rassicurare  le opposizioni – continua Pompignoli – che nessun pubblico ufficiale girerà per le strade del centro storico munito di ordinanza sindacale con l’intendo di sbirciare nella borsetta o nello zaino della Sig.ra Maria e confiscargli la borraccia. È chiaro che il fine del provvedimento è un altro e non ha nulla a che vedere con l’utilizzo, peraltro sporadico, di thermos di alluminio o la consumazione di un succo di frutta. Quello che mi spiace constatare è che la sinistra forlivese faccia finta di non capire e preferisca polemizzare piuttosto che convergere sulla natura dell’ordinanza e sulla necessità di trovare soluzioni concrete all’emergenza sicurezza e all’abbandono incontrollato di bottiglie e altri contenitori. Consiglio al Pd, ma anche ai Verdi, di andare a farsi una chiacchierata con alcuni degli esercenti di piazza Cavour, per capire la natura del disagio che questo strumento vuole contrastare piuttosto che farsi un giro a ridosso di piazza XX Settembre, lungo via Allegretti o nei pressi del chiosco di San Mercuriale. Se invece di scrivere fesserie aprissero gli occhi – chiosa Pompignoli – capirebbero di cosa stiamo parlando. Il fatto è che a Forlì è cambiata l’Amministrazione e, casomai se ne fossero dimenticati, sono cambiate le priorità di chi governa questa città. Pd e compagni se ne facciano una ragione. Questa Giunta è al servizio dei forlivesi, e non cederà al passo a chi invece era abituato a servirsi dei cittadini per soddisfare esigenze di dubbia legittimità”.

Come sempre – attacca Valentina Rossi di Potere al Popolo di Forlìl’amministrazione di turno non riesce a risolvere i problemi dei cittadini con un programma complessivo e trasversale che sappia affrontare il disagio alla radice. Come sempre si prendono provvedimenti di facciata, superficiali e quasi inutili, se non peggiorativi. Nel caso specifico il vietare l’uso degli alcolici solo nel centro storico risolve il problema del decoro urbano del centro storico, ma non risolve né la piaga dell’alcolismo che si sta diffondendo sempre più tra i giovani, né della sicurezza dei cittadini, considerato che la cittadinanza per lo più vive fuori dal centro urbano. Semplicemente si sposta il problema aumentando l’isolamento e il pericolo soprattutto nelle periferie.

L’abuso di alcol – continua Rossi – come di droga di cui poco si parla, è una problematica sociale che aumenta laddove manca prevenzione, cultura, ascolto, dove la crisi crea disoccupazione e niente viene a sostenere la depressione e la paura del futuro. Non servirà a nulla vietare bere alcolici camminando, non serve a nulla neanche protestare sull’uso del contenitore (vetro, plastica ecc.). Serve creare politiche virtuose a partire dalla scuola sull’uso consapevole e le controindicazioni dell’alcool. Serve prima di tutto contrastare la povertà e l’abbandono con politiche che assicurino la dignità del vivere a tutti e tutte. Serve – conclude l’esponente di Potere al Popolo – comprendere che il proibizionismo fine a se stesso è inutile se non dannoso e che il “decoro” più che urbano, dovrebbe essere emotivo, inteso come gioia e serenità per tutti e non per pochi. L’arma della percezione della sicurezza usata prima dal PD e ora dalla destra non è altro che una bolla di sapone che non risolve nulla. Fare politica è ben altro“.

Lunedì il sindaco Zattini ha emanato un’ordinanza contingibile ed urgente per il divieto di consumo di bevande in centro. “La motivazione del provvedimento fa emergere un’immagine esasperata del centro, addossando a giovani e studenti – vi è pure un riferimento a quelli provenienti dall’estero – ogni forma di degrado e inciviltà. A parere del neo sindaco tali comportamenti sarebbero determinati dall’abuso – si cita testualmente – di ‘bevande in genere’ (forse pensava al caffè), rispetto alle quali si vogliono imporre divieti di consumo generali a tutta la cittadinanza in tutte le ore della giornata”. Esordiscono così, in una nota congiunta, i Gruppi consiliari di centrosinistra a Forlì (Partito Democratico e Lista civica con Giorgio Calderoni).

Per quello che ci riguarda i giovani e gli studenti rappresentano una grande risorsa per la nostra collettività. La loro presenza, anziché creare degrado, contribuisce ad animare il centro con iniziative di ogni sorta, senza dimenticare che, proprio grazie alla presenza delle facoltà universitarie, rappresentano uno dei flussi principali di ricchezza e ripopolamento. Invece di diffondere immagini stereotipate e avvilenti dei giovani e degli studenti, la giunta dovrebbe chiarire come intende operare per continuare un’azione amministrativa che, non da ultimo, ha portato alla realizzazione di un Campus universitario all’avanguardia, completando un processo di integrazione tra studenti e città, che rappresenta uno dei presupposti di futuro di Forlì”, continuano i consiglieri.

Proseguendo sull’ordinanza, questa impone divieti generalizzati e indiscriminati al consumo di qualsiasi bevanda, secondo un millantato abuso che, anche nel caso delle sostanze analcoliche, rappresenterebbe per il sindaco Zattini la causa di un senso di insicurezza; così facendo si arriva al paradosso: per sanzionare limitati comportamenti di inciviltà, si finisce per fare la multa al nonno che al giardinetto da il latte nel termos al proprio nipote. Inoltre, con buona pace degli impegni a tutela dell’ambiente, si colpisce anche chi, per evitare l’utilizzo di imballaggi in plastica, fa uso di borracce in metallo – specificano i Gruppi consiliari -. Dubbi si pongono anche sull’applicazione dell’ordinanza in occasione di eventi come i Mercoledì del cuore o la Settimana del buon vivere, dove l’afflusso di persone in centro è di molto superiore alla capienza dei locali, finendo col danneggiare gli stessi commercianti, come confermato nelle dichoarazioni di Confcommercio e Confesercenti Forlì. Non sfugga poi che la genericità di questo provvedimento andrà a colpire numerose forme di socialità e aggregazione, che finiranno con lo spostarsi dal centro alla periferia o per sparire del tutto”.

Chiediamo, quindi, al sindaco di ritirare l’ordinanza, per cui non si escludono profili di illegittimità giuridica, e sostituirla con provvedimenti seri ed efficaci atti a combattere il degrado, senza scadere in forme anacronistica di proibizionismo, su cui la storia si è già espressa, rimarcando il nostro favore alla lotta all’abbandono del vetro e alla garanzia di sicurezza – non di senso di sicurezza – della nostra città. Allo stesso tempo la giunta ci deve dire quali azioni vuole adottare sulle vere e grandi questioni del centro quali il ritorno alla residenzialità ed il sostegno alle attività commerciali”, concludono i consiglieri.