Anniversario-Strage-di-Bologna

Ancora una volta ho partecipato alla manifestazione in ricordo delle 85 vittime (i feriti furono più di 200) dell’attentato alla Stazione di Bologna del 2 agosto 1980. Ho un ricordo indelebile del lavoro dei soccorritori durante le ore successive alla strage perché 39 anni fa, appena seppi dello scoppio che si era verificato nel capoluogo regionale, mi precipitai sul posto. Vidi scene che mai si cancelleranno dalla mia mente come l’agghiacciante allinearsi dei corpi sottratti dalle macerie all’interno di un autobus dell’azienda dei trasporti bolognese, da qualche anno restaurato e presente alla manifestazione odierna. Così come ricordo molto bene il giorno dei funerali, il 6 agosto, perché nonostante fossi presente con il gonfalone del Comune di Dovadola, allora ero dipendente delle civica amministrazione dovadolese, e insieme al sindaco Gino Magrini, fu difficile entrare in Piazza Maggiore strapiena di gente, tanto che “non fu possibile determinare quante persone fossero presenti”, come scrisse Torquato Secci, primo presidente dell’Associazione Familiari delle Vittime.

Non ci si riusciva a muovere nelle piazze circostanti Piazza Maggiore e nelle strade che le collegano. Via Rizzoli era stracolma fino alle due torri, via Indipendenza piena fino all’incrocio con via Irnerio. Non tutte le famiglie delle vittime accettarono, però, il funerale di Stato: solo sette le bare presenti nella chiesa di San Petronio in mezzo alle quali camminò il presidente della Repubblica Sandro Pertini, visibilmente addolorato per quanto avvenuto.

Così pure rimasi colpito nel 1983, in occasione dell’anniversario, sentire Torquato Secci pronunciare queste parole: “Abbiamo avuto notizia che la nostra perseverante azione intesa ad ottenere giustizia infastidisce qualcuno e si tenta di farci tacere magari accusandoci di occuparci di cose che non ci competono. Non ci siamo mai sostituiti a nessuno né vogliamo farlo ora, vogliamo solo che una legittima sanzione colpisca finalmente i mandanti e gli esecutori della strage e affermiamo che, dopo quattro anni di inutile attesa, abbiamo il diritto di chiedere conto, a chi di dovere, di ciò che si è fatto e di ciò che non si è fatto. Non accettiamo da nessuno il consiglio di stare buoni, seduti ad aspettare, l’attesa è stata già troppo lunga e la pazienza si è quasi esaurita. Un dubbio gravissimo sfiora la nostra mente – concluse Secci nell’occasione – il dubbio che il silenzio alle nostre domande possa trovare origine e giustificazioni in complicità inconfessabili con i terroristi che hanno commesso la strage alla stazione“.

Da questo intervento sono passati 36 anni e dalla strage 39 e ancora oggi giustizia completa non è stata compiuta. È infatti in corso una nuova indagine per individuare i mandanti della strage. Ed è per questo che continuerò ad andare a Bologna in simili circostanze, anche per chiedere giustizia per il forlivese Silver Sirotti, morto nel tentativo di portare aiuto ai passeggeri del Treno Italicus, in seguito all’attentato terroristico compiuto nella notte fra il 3 e il 4 agosto 1974 che causò la morte di 12 passeggeri e il ferimento di altri 48.

Gabriele Zelli

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Ex sindaco di Dovadola, classe 1953, dal 1978 al 1985 dipendente del Comune di Dovadola. Come volontario in ambito culturale è stato dal 1979 al 1985 responsabile della programmazione del Cinema Saffi e dell'Arena Eliseo di Forlì e dal 1981 al 1985. Coordinatore del Centro Cinema e Fotografia del Comune di Forlì. Nel giugno 1985 eletto Consigliere comunale e nell'ottobre 1985 nominato Assessore comunale di Forlì con deleghe alla cultura e allo sport. Da quell'anno ha ricoperto per 24 anni consecutivi il ruolo di amministratore dello stesso Comune assolvendo per tre mandati le funzioni di Assessore e per due a quella di Presidente del Consiglio comunale. Dirigente e socio di associazioni culturali, sociali e sportive presenti in città e nel comprensorio. Promotore di iniziative a scopo benefico. E' impegnato a valorizzare il patrimonio culturale, storico e artistico di Forlì e della Romagna. A tale scopo dal 1995 ha organizzato una media di oltre 80 appuntamenti annuali, promuovendo anche interventi di recupero del patrimonio architettonico di alcuni edifici importanti o delle loro parti di pregio. Autore di saggi e volumi, collabora con settimanali, riviste locali e romagnole. Dirigente dal 1998 di Legacoop di Forlì-Cesena in qualità di Responsabile del Settore Servizi. Nel 1997 è stato insignito dell'onorificenza di Cavaliere Ufficiale al Merito della Repubblica Italiana.