Professoressa-Luisa-Stracqualursi

La raccolta di 300mila euro, partita dagli studenti del Campus universitario di Forlì, coinvolgendo quattromila persone da Rimini (città natale della prof) a Bologna e in tutta Italia a favore della loro professoressa di statistica Luisa Stracqualursi per potersi curare in America da un tumore particolare al seno, è l’ultimo segno che Forlì è una città con la solidarietà nel cuore” si legge in una nota del nuovo assessore al welfare Rosaria Tassinari.

All’inizio del mio mandato, come assessore comunale di Forlì al welfare e alle politiche della famiglia, ringrazio questi quattromila volontari della solidarietà, augurando di cuore alla prof malata di raggiungere al più presto l’obiettivo della piena salute come tutti speriamo. Questo grande gesto di solidarietà umana e civile vorrei che fosse anche per me un augurio di buon lavoro nel vastissimo campo del sociale che mi sta di fronte e nel quale dovrò lavorare con tutto l’impegno di cui sarò capace, insieme a decine e decine di collaboratori e per il bene umano e sociale di migliaia di persone concrete che vivono ogni giorno disagi, difficoltà e problemi di ogni genere. Con loro e per loro vorrei operare con questa cultura della speranza, in un’epoca dominata dal pessimismo, dall’individualismo e dal tramonto della cultura” continua l’ex sindaca di Rocca San Casciano.

Sono convinta però che questo gesto di grande solidarietà non sia solo un fatto occasionale, ma scaturisca dall’identità profonda della cultura di noi romagnoli e forlivesi in particolare. Ne sono prova le tante attività e iniziative non occasionali, ma strutturali e che durano da tempo e nel tempo nella nostra città, a tutti i livelli: dal volontariato sanitario e sociale a quello in campo culturale, dal sostegno ai minori a quello delle persone anziane e disabili, dall’accoglienza nelle proprie famiglie delle persone sole o bisognose all’organizzazione di strutture private o pubbliche per offrire servizi alle persone e alle famiglie in difficoltà. Qualche esempio? La Caritas che opera in città e nelle parrocchie, con i centri d’ascolto e prima accoglienza e associazioni collegate che operano in collaborazione con i servizi pubblici, fra cui quelli comunali. Una creatura della Caritas e del Comitato per la lotta contro la fame nel mondo (fondato dall’indimenticabile Annalena Tonelli e aiuta ogni anno con oltre 800mila euro, raccolti da centinaia di volontari col riciclo di cose vecchie, persone, gruppi e associazioni a Forlì, in Italia e all’estero) è l’Emporio della Solidarietà di via Lunga che assiste 2mila persone e 500 famiglie con la spesa dei beni di prima necessità, grazie a una rete solidale cittadina di aziende e persone. Ci sono poi centinaia di case famiglie, associazioni e ooperative sociali cattoliche e non (sorte e sviluppatesi a Forlì dall’opera dell’onorevole Mattarelli) che spesso non fanno solo assistenza alle persone in qualsiasi situazione di disagio, ma sono luoghi d’incontro e di storie di vita, di cui la storia della prof Luisa Stracqualursi è la classica punta dell’iceberg di un sistema, di una cultura della solidarietà dei forlivesi.
Questa identità solidale dei forlivesi affonda le proprie radici nei principi della Costituzione, frutto dell’incontro e della sintesi fra cultura cattolica, liberale e socialista che negli ultimi secoli si è espressa qui a Forlì negli studi del professor Roberto Ruffilli, che voleva riformare la nostra Costituzione italiana (fra le cui basi primeggia la solidarietà sociale), se le Brigate Rosse non l’avessero ucciso, ponendo al centro di tutta l’attività umana, politica e sociale” conclude Rosaria Tassinari.