Pesche-in-Festa-2019

La gente di Romagna ha manifestato fino a qualche decennio fa le qualità della sua anima, i gusti e i sentimenti soprattutto attraverso il dialetto che si esprime con svariate forme quali canzoni, novelle, leggende, aneddoti, indovinelli, proverbi, modi di dire. Nel corso delle stagioni, soprattutto in ambito agricolo, si succedevano, e in molti casi avviene tuttora, fiere, feste, riti stagionali, costumanze e credenze legate al periodico variare delle stagioni, a superstizioni profondamente radicate: tutte queste forme folcloristiche vengono generalmente conglobate sotto il nome di tradizioni popolari.

La civiltà industriale prima, e quella tecnologica oggi, tendono a livellare tutti i cittadini e a distruggere quindi quelle che sono le caratteristiche peculiari o regionali di ogni gruppo etnico e perciò ancor più quelle paesane. È per questo che appare estremamente significativo il fatto che a San Martino in Villafranca si sia costruito qualcosa che va nella direzione opposta. Partendo anche dalle nuove tecnologie, dalle sperimentazioni agricole, dai nuovi saperi si è realizzata una festa che pensa alla valorizzazione di un prodotto della terra, la pesca, ed insieme ad esso a tutti gli altri prodotti del territorio per favorire una vita sana e improntata al buon vivere.

Non lo si farà parlando tutti in dialetto, ma in tanti continuano a farlo; ci si rapporterà con un mondo più vasto rispetto al passato e sempre più con l’aiuto dei nuovi mezzi di comunicazione. Ma la consapevolezza che deve essere presente in ognuno di noi è legata a un semplice punto fermo: la terra va salvata dall’inquinamento atmosferico, ormai giunto a livelli molto preoccupanti, se si vuole mangiare frutta eccellente, pesche in particolare, com’è avvenuto durante la festa voluta dal Comitato di Quartiere e dall’Associazione Culturale San Martèn. Nel corso dell’ultima serata è stato premiato Evaristo Bucci, agricoltore di via Minarda, per la qualità delle pesche coltivate.
La manifestazione Pesche in Festa ha avuto successo e si sta sempre più affermando non solo a livello locale, quindi i pensieri sono già rivolti all’edizione del 2020.

CONDIVIDI
Articolo precedente“Durante”, canzoni e letture surreali sulla Divina Commedia
Articolo successivoMafia nigeriana in Romagna. Morrone: "Brillante operazione delle forze dell'ordine"
Ex sindaco di Dovadola, classe 1953, dal 1978 al 1985 dipendente del Comune di Dovadola. Come volontario in ambito culturale è stato dal 1979 al 1985 responsabile della programmazione del Cinema Saffi e dell'Arena Eliseo di Forlì e dal 1981 al 1985. Coordinatore del Centro Cinema e Fotografia del Comune di Forlì. Nel giugno 1985 eletto Consigliere comunale e nell'ottobre 1985 nominato Assessore comunale di Forlì con deleghe alla cultura e allo sport. Da quell'anno ha ricoperto per 24 anni consecutivi il ruolo di amministratore dello stesso Comune assolvendo per tre mandati le funzioni di Assessore e per due a quella di Presidente del Consiglio comunale. Dirigente e socio di associazioni culturali, sociali e sportive presenti in città e nel comprensorio. Promotore di iniziative a scopo benefico. E' impegnato a valorizzare il patrimonio culturale, storico e artistico di Forlì e della Romagna. A tale scopo dal 1995 ha organizzato una media di oltre 80 appuntamenti annuali, promuovendo anche interventi di recupero del patrimonio architettonico di alcuni edifici importanti o delle loro parti di pregio. Autore di saggi e volumi, collabora con settimanali, riviste locali e romagnole. Dirigente dal 1998 di Legacoop di Forlì-Cesena in qualità di Responsabile del Settore Servizi. Nel 1997 è stato insignito dell'onorificenza di Cavaliere Ufficiale al Merito della Repubblica Italiana.