Forlì inquinata

«Nel suo ultimo comunicato Hera fornisce solo i dati della percentuale di raccolta differenziata e non quelli dei rifiuti procapite a smaltimento, il vero parametro che misura il livello dello spreco di risorse e la possibile riduzione dell’incenerimento. Se, come fa Hera, alte percentuali di raccolta differenziata vengono artificiosamente accreditate come vere, senza riduzione all’origine dei rifiuti prodotti, ed inoltre spostando, a differenza di ciò che fa Alea, rifiuti speciali già inviati come tali a riciclaggio nel computo dei rifiuti urbani e calcolando nella raccolta differenziata ingombranti e spazzamento direttamente inviati all’inceneritore, quest’ultima presenta sulla risultati migliori del reale e lo spreco e l’incenerimento non diminuiscono.

Nel 2017, ultimo anno di gestione di Hera nell’intera provincia di Forlì-Cesena, i rifiuti speciali trasferiti indebitamente negli urbani sono stati circa 27 mila tonnellate e i rifiuti speciali inviati a smaltimento 21 mila; questi rifiuti rappresentavano indebitamente una quota rilevante della raccolta differenziata dichiarata da Hera.

I dati analitici che abbiamo a disposizione parlano chiaro: fra rifiuto indifferenziato e rifiuti inviati a smaltimento, inclusi ingombranti e spazzamento, Ravenna e Cesena assieme sono attorno ai 350 kg per abitante, mentre per Forlì nel 2019 il dato è di circa 120 kg a testa, nonostante nei primi mesi di quest’anno gran parte del territorio fosse ancora a raccolta stradale.

La tendenza per il 2020 prefigura un dato addirittura nettamente sotto i 100 kg ad abitante. Se questo si realizzerà Forlì nel 2020 potrà vantare il primato europeo di miglior Comune per minor spreco di risorse assieme a Lubiana e Trento. La raccolta di Hera quindi spreca ed incenerisce quasi 3 volte risorse in più rispetto alla raccolta di Alea; Hera inoltre continuerà ad incenerire intensamente se adotterà, come preannunciato, il metodo di raccolta a “calotta”, con i cosiddetti “cassonetti stradali intelligenti“: oltre al rilevante costo di investimento che si rifletterebbe sulle tariffe, questi cassonetti, in tutte le situazioni in cui sono stati utilizzati, hanno mostrato che in essi rimane una rilevante quantità di rifiuti da smaltire in discarica o con incenerimento rispetto alla raccolta porta a porta, ed una bassa qualità delle frazioni differenziate raccolte, che risultano meno commerciabili quali materie riciclabili.

È quindi giustificato che venga riconosciuto pubblicamente lo sforzo fatto dall’Amministrazione e dai cittadini di Forlì e del Comprensorio forlivese e il valore dei risultati ottenuti, e che sia resa nota l’intenzione di attivare come necessarie ulteriori iniziative di riciclo che valorizzino il nuovo tipo di raccolta.
Il TAAF avrà a breve un incontro già programmato con l’Assessore all’Ambiente della Regione Emilia-Romagna e chiederà un incontro con l’Assessore con delega all’Ambiente della Giunta di Forlì, in cui proporrà:
1) di allargare a tutta la Regione, a partire dall’area vasta romagnola (Ravenna, Rimini, Cesena, Forlì) il metodo di raccolta di Alea (premiata a Roma nei giorni scorsi da Legambiente per aver raggiunto, fra gli altri, i risultati di RD pari all’80%, secco totale-72%, a fine anno 2019 meno di 20000 tn di secco da portare ad incenerimento);
2) di attivare programmi per incrementare le filiere del riciclo per tutte le frazioni compresa quelle che finora sono considerate frazioni non riciclabili come i prodotti assorbenti per l’igiene, nonché la selezione del rifiuto secco residuo per ridurre i rifiuti da smaltire;
3) di aggiornare il Piano Regionale Rifiuti stabilendo, assieme alla chiusura degli inceneritori più vecchi, un percorso in cui possano essere premiati con analoghe chiusure di inceneritori i territori più virtuosi per minor rifiuto secco urbano da inviare all’incenerimento».

Per il TAAF il coordinatore Alberto Conti