Forlì inquinata

Non siamo stupiti ma di certo amareggiati nell’apprendere che, con la chiusura dell’inceneritore di Ravenna, la quasi totalità dei rifiuti ravennati saranno conferiti all’inceneritore di Forlì, utilizzato fino alla sua massima potenza. Va ricordato che nel lungo dibattito che aveva preceduto la costruzione del nuovo inceneritore erano state date rassicurazioni che non si sarebbe superato il 75% della sua potenza massima. Per questo non ci convincono le risposte dell’assessore regionale Gazzolo che ha di fatto confermato tutte le preoccupazioni dei forlivesi” si legge in una nota di èViva Forlì.

Ricordiamo che lo spegnimento dell’inceneritore – come effetto dell’incremento della raccolta differenziata – è stata una delle principali motivazioni addotte dal PD locale per giustificare la costituzione di Alea insieme alla riduzione delle tariffe. Promesse non mantenute poiché le tariffe non sono diminuite, anzi in molti casi sono aumentate, in particolare per le aziende che se le sono viste, nel peggiore dei casi, quintuplicare, con un aggravio di costi che si ripercuote sui lavoratori e sul consumatore finale. E nonostante i sacrifici dei cittadini e nonostante gli ottimi risultati raggiunti dalla differenziata, Forlì si caratterizza sempre più come “patria dell’incenerimento” con i suoi due inceneritori che funzioneranno a pieno regime a discapito della qualità dell’aria” continuano gli esponenti di èViva.

Il piano regionale dei rifiuti in vigore ha il merito di programmare la chiusura della maggioranza delle discariche e la riduzione degli impianti di termovalorizzazione sul territorio regionale. Purtroppo ha al contempo il demerito di non prevedere una redistribuzione dei rifiuti prodotti nei territori privi di impianti con l’effetto pratico di aver concentrato su Forlì gran parte dello smaltimento dei rifiuti romagnoli, oltre ad una fetta rilevante dei rifiuti ospedalieri italiani, trattati nell’impianto Mingozzi. Questo assetto penalizza fortemente la nostra città, e ci fa domandare dove fossero i consiglieri regionali del nostro territorio quando si approvava quel piano. Ancora di più ci si domanda come possa criticare le misure adottate chi ha avuto parte nella loro approvazione” ribadisce la lista di sinistra.

Riteniamo che vi sia stata incapacità politica di chi ci ha amministrati nel fare valere in regione l’interesse della nostra città, come del resto capita da anni, su questo come su tanti temi strategici. Ancora più rilevanti sono le responsabilità del PD nazionale per aver prima sottratto alle Provincie il governo ambientale del territorio e poi approvato l’aggressione ambientale dello “sblocca italia” permettendo la libera circolazione dei rifiuti in tutto il territorio nazionale e, con esso, la possibilità di bruciarli anche nell’inceneritore di Forlì.
Parimenti fa sorridere la propaganda della Lega locale fra i cui ranghi vi sono esponenti di rilievo di un governo gialloverde che si guarda bene dall’abrogare lo “sblocca italia” e dal restituire alle Province le competenze ambientali, norme che consentirebbero a Forlì di migliorare di gran lunga la qualità dell’aria. Come éViva ci batteremo sempre contro ogni sterile propaganda delle destre e contro gli atti di una amministrazione regionale che vuole Forlì centro nevralgico dei rifiuti della Regione. Al tempo stesso sosterremo sempre le politiche volte al riciclo, alla tutela e alla sostenibilità ambientale, consapevoli però del fatto che il riciclo da solo non risolverà il problema. Come hanno evidenziato con la loro lotta i ragazzi di Fridays For Future Forlì, occorrerà mettere in campo il prima possibile politiche che affrontino a monte la riduzione dei prodotti e materiali non riciclabili, solo così potremo tener fede a promesse che altrimenti resteranno tali, utili solo al consenso di una campagna elettorale” conclude èViva Forlì.