roberto vignatelli confcommercio forlì

Al via gli attesi saldi estivi: circa 95 euro la spesa media pro capite stimato. Ogni famiglia spenderà in media per l’acquisto di articoli di abbigliamento, calzature e accessori in saldo poco meno di 218 euro.
Secondo le stime dell’Ufficio Studi di Confcommercio, ogni famiglia spenderà in media per l’acquisto di articoli di abbigliamento, calzature e accessori in saldo poco meno di 218 euro, sostanzialmente in linea con le di previsioni di vendita dell’anno scorso.

Il presidente di Federazione Moda Italia Forlì–Cesena e presidente di Confcommercio Imprese per l’Italia Ascom Forlì Roberto Vignatelli (nella foto) commenta: “dopo una stagione primaverile non proprio esaltante dal punto di vista dei consumi di abbigliamento, calzature, pelletteria, accessori ed articoli sportivi c’è attesa per questi saldi estivi che rappresentano un banco di prova per il dettaglio moda multibrand. Il nostro settore, quello che rappresento, è stato fortemente penalizzato da un mese di maggio che, dal punto di visto climatico, ricorderemo come uno dei più piovosi e freddi : gli effetti negativi di questa situazione sono stati, in sintesi, un mese nero per quanto riguarda le vendite di stagione. Ora speriamo di recuperare. I saldi, tenendo conto anche di previsioni di vendita pressoché in linea con quelle dell’anno scorso, continuano ad essere appetibili per i consumatori nonostante un contesto di concorrenza globale, o meglio di ‘dittatura digitale’, capace di condizionare tutto, dalla filiera produttiva al modo delle persone di consumare e relazionarsi. Abbiamo chiesto l’introduzione della web tax perché i colossi del web devono stare nello stesso mercato con le stesse regole e con le stesse imposte delle nostre attività.
Siamo purtroppo preoccupati anche da questo clima di incertezza e instabilità politica, che potrebbe finire per “spaventare le famiglie”, deprimendo i consumi. Inoltre non è un mistero, in quanto diventata una consuetudine peraltro contraria alla normativa vigente sulle vendite di fine stagione, che già da diversi giorni moltissime attività commerciali hanno “anticipato” i saldi, inviando messaggi alla clientela fidelizzata con l’offerta di sconti dedicati applicati sui capi di stagione”.

Anche quest’anno – continua Vignatelli – ribadiamo che la nostra Associazione, su tutto il territorio Italiano ha continuato la propria opera di sensibilizzazione attraverso iniziative come “Saldi Chiari”, “Saldi Trasparenti”, “Saldi Tranquilli” per un comportamento corretto e trasparente a tutela dei clienti“.

I principi per il corretto acquisto degli articoli in saldo:
1. Cambi: la possibilità di cambiare il capo dopo che lo si è acquistato è generalmente lasciata alla discrezionalità del negoziante, a meno che il prodotto non sia danneggiato o non conforme (art. 1519 ter cod. civile introdotto da D.L.vo n. 24/2002). In questo caso scatta l’obbligo per il negoziante della riparazione o della sostituzione del capo e, nel caso ciò risulti impossibile, la riduzione o la restituzione del prezzo pagato. Il compratore è però tenuto a denunciare il vizio del capo entro due mesi dalla data della scoperta del difetto.
2. Prova dei capi: non c’è obbligo. E’ rimesso alla discrezionalità del negoziante.
3. Pagamenti: le carte di credito devono essere accettate da parte del negoziante qualora sia esposto nel punto vendita l’adesivo che attesta la relativa convenzione.
4. Prodotti in vendita: i capi che vengono proposti in saldo devono avere carattere stagionale o di moda ed essere suscettibili di notevole deprezzamento se non venduti entro un certo periodo di tempo. Tuttavia nulla vieta di porre in vendita anche capi appartenenti non alla stagione in corso.
5. Indicazione del prezzo: obbligo del negoziante di indicare il prezzo normale di vendita lo sconto e il prezzo finale.