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Continuano le polemiche sul nuovo arredo di corso Mazzini. Dal punto di vista politico i prima a segnalare il discutibile intervento di “abbellimento” di uno dei 4 corsi principali di Forlì sono stati i Verdi con j’accuse perentorio: “Le ‘casse da morto’ di corso Mazzini spiegano parte della sconfitta del centrosinistra” ha sentenziato Sauro Turroni. “Sono state installate – continua l’esponente dei Verdi – restringendo il marciapiede, lungo un corso storico, in una parte delicata della città che meriterebbe attenzione, misura, qualità degli interventi, progettazioni di qualità meditate e commisurate al contesto, delle orribili e ingombranti scatole nere, la cui bruttezza supera ogni limite, che nulla hanno a che fare con il luogo, simili a tante casse da morto dentro le quali mettere delle piante. Immaginiamo si tratti di cipressi a questo punto“. Qui si è sbagliato. Il Comune di Forlì non ha messo dei cipressi ma dei tassi. Ma poco cambia.

Ho capito – si è aggiunto poi l’ex vicesindaco (dell’ex Giunta Balzani Ndr) Giancarlo Biserna – che la Giunta Drei consapevole della propria morte si è voluta realizzare il proprio monumento funebre in un posto centrale del suo fallimento. E quindi è senz’altro cosi, voleva davvero che queste panchine fossero casse da morto. Ora coi cipressi ‘sentierati’ si compie il rito. Non sono cipressi, ma tassi? Va bene lo stesso, sembrano cipressi“.

Insomma Tassi o cipressi.2 il senso è quello. Intanto sui social è un proliferare di critiche all’ex amministrazione Drei. Ora la domanda sorge spontanea: dopo l’aeroporto (che non decolla) e Alea (che ha decollato male) il nuovo sindaco Zattini come gestirà i cipressi, pardon i tassi, di corso Mazzini?