inceneritore Forlì

«Le diverse Associazioni Ambientaliste e gran parte dei cittadini di Forlì si sono impegnati per anni contro la politica dell’incenerimento dei rifiuti. Nel 2004 furono raccolte 17.000 firme di cittadini e più di 400 firme di medici; circa 7-8 anni fa è stata istituita una commissione denominata “Tavolo delle diossine” che ha accertato la presenza di un preoccupante inquinamento ambientale nei dintorni dei due inceneritori; recentemente una raccolta spontanea delle unghie di 236 bambini forlivesi ha documentato un aumento del 60% dei metalli pesanti nelle aree di Nord-Est rispetto al Sud-Ovest. Ora anche i ragazzi di “Friday For Future” stanno chiedendo con forza soluzioni concrete per la riduzione delle emissioni e stanno lottando contro spinte negazioniste del riscaldamento climatico.

È ora di avere segnali concreti di cambiamento sulla politica dei rifiuti e la cittadinanza di Forlì, coi risultati del cambio di sistema di raccolta introdotto, sta offrendo un modello che può venire incontro a tutte queste istanze. Il dato dei rifiuti pro capite inviati a smaltimento è il vero parametro che misura il livello dello spreco di risorse e la reale possibilità di riduzione dell’incenerimento, non così la percentuale di raccolta differenziata. Non nascondiamoci che troppo spesso alte percentuali di raccolta differenziata sono ottenute
senza riduzione all’origine dei rifiuti prodotti dalle utenze; spostando rifiuti speciali già inviati come tali a riciclaggio nel computo dei rifiuti urbani; calcolando nella raccolta differenziata frazioni come ingombranti e spazzamento direttamente inviati all’inceneritore, e frazioni con alte percentuali di impurità, poi inviate a smaltimento, che invece vanno considerate come indifferenziato, come richiesto dalla nuova normativa europea.

Se si tiene conto di questi aspetti, lo spreco e l’incenerimento non sempre diminuiscono all’innalzarsi delle rese. In Romagna i dati analitici che abbiamo a disposizione parlano chiaro. Nel 2018 il rifiuto secco residuo del ravennate e cesenate risulta pari a 333 kg ad abitante, un calo insignificante rispetto ai 338 Kg del 2017, cui andrebbero aggiunti gli ingombranti e lo spazzamento che Hera normalmente invia a smaltimento tramite incenerimento pur computandola nella RD, al contrario di Alea. Non risulta che nel 2019 in questi bacini siano state finora apportate modifiche sostanziali ai sistemi di raccolta per cui difficilmente i dati del presente anno 2019 saranno significativamente ridotti (se veramente lo saranno).

Diversamente il bacino forlivese di Alea, con la trasformazione del servizio iniziata nel settembre 2018 per i Comuni minori e proseguita nei primi mesi del 2019 nei Comuni maggiori, per arrivare a regime nell’aprile di quest’anno, fa scendere i 300 kg ad abitante di secco residuo del 2018 attorno ai 100 già nel 2019 con una proiezione di ulteriore calo nel 2020, quindi ben oltre 3 volte in meno rispetto a Ravenna e Cesena.
Scendendo sotto i 100 kg pro capite di rifiuti da smaltire Forlì, nel 2020, potrà vantare il primato europeo di miglior Comune sopra i 100.000 abitanti per minor spreco di risorse assieme a Lubiana e Trento.

Hera inoltre continuerà ad incenerire intensamente se adotterà, come preannunciato, il metodo di raccolta a “calotta”, con i cosiddetti “cassonetti stradali intelligenti”: oltre al rilevante costo di investimento che si rifletterebbe sulle tariffe, questi cassonetti, in tutte le situazioni in cui sono stati utilizzati, hanno mostrato che in essi rimane una rilevante quantità di rifiuti da smaltire in discarica o con incenerimento rispetto alla raccolta porta a porta, ed una bassa qualità delle frazioni differenziate raccolte, che risultano meno commerciabili quali materie riciclabili.

Anche la raccolta mista indicata dalle amministrazioni del ravennate e cesenate non potrà mai portare ai risultati di riduzione quantitativa e di purezza qualitativa delle frazioni come ora sta avvenendo nel comprensorio di Alea e come i dati di esperienze analoghe mostrano chiaramente. Se in tutta la Romagna (Ravenna, Forlì-Cesena, Rimini) nel 2019 si fosse proceduto con il metodo Alea, le 340 mila tn di rifiuto secco residuo del 2018 (a cui occorrerebbe aggiungere la RD di fatto inviata a smaltimento) si sarebbero ridotte a 120.000 tn., vale a dire la quantità utile ad un unico inceneritore. Ma al di fuori del forlivese nulla o quasi si è mosso in Romagna.

Come già sperimentato a Forlì e comprensorio (e prima ancora a Carpi nell’Emilia), il sistema Alea (porta a porta integrale con tariffa puntuale) si è dimostrato nettamente il più efficiente rispetto ad altri sia come quantità che come qualità dei rifiuti raccolti ed anche come responsabilizzazione dell’utente alla minimizzazione del rifiuto, in particolare di quello indifferenziato destinato a smaltimento. Se in Romagna i rifiuti da smaltire si sono ridotti, tanto da permettere la chiusura di un inceneritore, l’unico merito va dato ai forlivesi.
È quindi giustificato che venga riconosciuto pubblicamente lo sforzo fatto dall’Amministrazione e dai cittadini di Forlì e del comprensorio forlivese e il valore dei risultati ottenuti e che sia resa nota l’intenzione di attivare come necessarie ulteriori iniziative di riciclo che valorizzino il nuovo tipo di raccolta, promuovendo l’utilizzo della materia prima seconda.

In ragione di quanto sopra il TAAF propone alla Regione Emilia-Romagna di allargare in tempi brevi a tutta la Regione, a partire dall’area vasta romagnola (Ravenna, Rimini, Cesena, Forlì) il metodo di raccolta di Alea (premiata recentemente a Roma da Legambiente per aver raggiunto, fra gli altri, i risultati di RD pari all’80%, secco totale -72%, a fine anno 2019 meno di 20.000 tn di secco da portare ad incenerimento). Questa è la condizione imprescindibile per giungere il prima possibile alla chiusura degli inceneritori. Di attivare programmi per incrementare le filiere del riciclo per tutte le frazioni compresa quelle che finora sono considerate frazioni non riciclabili come i prodotti assorbenti per l’igiene, nonché la selezione del rifiuto secco residuo per ridurre i rifiuti da smaltire e incrementare il loro riciclaggio, riducendo al massimo lo stoccaggio temporaneo;
di aggiornare il Piano Regionale Rifiuti stabilendo che il prossimo inceneritore da chiudere sia quello per rifiuti urbani di Forlì, sia per premiare un territorio virtuoso sotto il profilo della riduzione dei rifiuti da smaltire, sia perché, dopo la chiusura dell’inceneritore di Ravenna, Forlì rimarrà l’unico Comune con due inceneritori funzionanti, per di più collocati in pieno centro urbano; in particolare, essendo programmata al 31 dicembre 2019 la chiusura dell’inceneritore di rifiuti urbani di Ravenna (bacino servito da Hera), di prevedere per i rifiuti ravennati la continuazione del trattamento in TMB e di conferire il CDR prodotto ai due inceneritori presenti in quel bacino (l’inceneritore F3 di Hera di Ravenna e l’inceneritore Caviro di Faenza), in parziale sostituzione dei rifiuti speciali trattari da quegli inceneritori. In questo modo la provincia di Ravenna rimarrebbe autosufficiente, senza penalizzare così altri territori, in particolare quelli più virtuosi; di confermare quanto previsto dall’accordo di cui a DGC di Forlì n°2 del 07-01-2016 di non conferire rifiuti speciali all’inceneritore di Forlì fino alla cessazione della sua attività, che comunque non dovrà protrarsi oltre la scadenza dell’ ammortamento dell’ impianto; di portare da subito al massimo (15%) il prelievo sul costo di smaltimento dei rifiuti non inviati a riciclaggio (ivi compresi gli scarti della RD, come prevede la nuova direttiva europea e per non premiare i furbi), prelievo che alimenta il fondo incentivante di cui a LR 16 / 2015, al fine di rendere sempre meno conveniente sperperare risorse; di stipulare entro il 30 settembre 2019 un protocollo di intesa con le istituzioni territoriali romagnole ed i soggetti gestori del ciclo dei rifiuti, che preveda scadenze precise entro le quali garantire il rispetto dei punti suesposti e comunque scadenze operative non oltre il 31 dicembre 2020».

Alberto Conti coordinatore TAAF