Festa Artusiana Forlimpopoli

Prosegue la sintesi dei migliori ristoratori, espositori, stand presenti alla 23° Festa Artusiana.
Stand “E’ Goz”. Il noto coreografico stand a nome “Goz” è ormai onnipresente alla Festa Artusiana. In passato avevo espresso elogi tipo “il migliore per ironia iperbole satira”. Sono oltre 16 anni che Goz riempie una piazzetta laterale, a fianco Chiesa dei Servi. Hanno anche un cariolo musicale, un “Trabatello Hi-fi” col quale percorrono la Festa con urla e offrendo da bere. È il massimo del fuori tema, la regola è sbellicarsi dalle risa, anche off-limits e non sono mancate alcune lamentele. Loro si definiscono così: “Mescita di salumi formaggi vini ed insulti romagnoli “… “sun t’va ben va in tè casèn”. Testuali parole. Riguardo un mio chiarimento sul menù, il portavoce si pronuncia così: “E menù l’è quel cu iè…s’ù iè..sut và ben.. senò grinta…e coitla”.
Un attimo di serietà e ottengo un chiarimento serioso sul menù composto da: formaggi salumi affettati sottoli sottaceti tonno-fagoli-cipolla e qualche sorpresa durante la serata; Stiamo migliorando. Mi offrono da bere un vino bianco frizzantino, è anche buono, chiedo un cetriolo dal grande vaso posto sulla “cucina”, un bancone di legno rustico tipo falegname, non vi dico i nomi che mi han dato per aver chiesto questi cosi, i “cetrioli”…a glì è robi c’un spò magnè” ! C’è anche della carne argentina, ma qui si viene per ridere e sgranocchiare qualcosa, bere, e noccioline. Un artista pone acciughe legate alla lenza su grandi canne da pesca e i commensali ricevono dal cielo questi doni; questa è la goliardia De Goz.
Poi abbiamo il fatidico giro grappa: una maxi-grappa da 5 litri, viene fatta girare e somministrata a caso a ignare fanciulle, si beve “per caduta” cioè si spalanca la bocca e a mo’ di fontanina si viene irrorati dell’alcoolico nettare direttamente in bocca, e sino all’ubriacamento o quasi: effetti collaterali immaginabili! Stand strapieno di gente: lo scopo è divertirsi, ridere, staccare. Ci riescono.

Stand del Testo, Assisi. Un piccolo stand con un grande prodotto: il Testo cioè la focaccia fatta su questa pietra speciale, da cui il nome alla focaccia, nata in Umbria. Farina tipo 0. Buonissima. La signora dello stand mi racconta che il Testo in origine altro non era che un “Panaro” che si scaldava, non ho ben capito la forma di questa pietra refrattaria, ma si tratta di una pietra, tipo quella rara che usiamo per le piadine… Montetiffi mi viene in mente. La piada al Testo è molto alta, un centimetro se non più, si taglia a metà e si condisce con salsiccia, salsiccia e verdure, prosciutto formaggio, salumi di Norcia ecc. Buona. Presenza in Festa sino a domenica.

Stand di San Cassiano di Predappio. Menù composto da Piadina, Strozzapreti e Crescioni. Esecuzione in diretta che apprezzo. 

Stand Villarotta. Con poca fredda disponibilità riesco, a malapena, a parlare e ad ottenere (ovviamente pagando) un mezzo piatto di Cappelletti al ragù. Mi interessa per la classifica che faremo lunedì e sono curioso, ho visto alcuni fuoriclasse! Questo piatto è mediocre non mi prende il palato: cappelletto classico col ragù di carne, quasi invisibile. Stop.

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Sono un 62enne con 40 anni di attività professionale sulle spalle. Per divertimento mi avvicinai alla cucina, poi un magnete mi attirò verso la passione sui Ristoranti. Il caso volle che divenni un segnalatore per la guida di Veronelli, "I Ristoranti di Veronelli". La mia vita professionale mi ha portato a girare Italia e Francia. Sono un curioso che ha sete di notizie. Riservato ed anonimo, sempre!