Festa Artusiana Fiorimpopoli

Prosegue la sintesi dei migliori ristoratori, espositori, stand gastronomici presenti alla 23° Festa Artusiana. Ecco il quarto report della festa.
Sulla festa Artusiana incontriamo lo stand di Amarissimo il locale di Forlì che abbiamo recensito e pubblicato sul nostro giornale, ai tempi era l’ex Muffaffè. Amarissimo-Forlì, dependance del noto bel locale marittimo (a Lido di Savio sul confine con Mi-Ma, Ndr) che mi colpì subito per l’ottima cucina specie di mare. Su seconda battuta, cioè due serate allo loro corte. Tutto a vista in cucina come vuole il canone del locale. Lo stand artusiano a dir il vero si chiama “Per Te ristorante Amarissimo” sono dietro al castello. “Cappelletto burro e salvia con croccante di guanciale” questa la ricetta. Si tratta di un bel grande cappelletto con compenso (ripieno, Ndr) al formaggio e ricotta, condito burro e salvia e ricoperto di guanciale appena saltato, ottimo e non ho messo la “forma” cioè parmigiano o grana, assaggiato così come esce, una sapore buono fresco tenue, molto basico e attribuisco un ottimo voto al piatto che va in finale.

Stand Pro loco di Fratta Terme, ex Lu Panzarotto sulle vecchie feste artusiane. Già visti in precedenza sulla festa, riecco la Fratta con il loro stand basato sui Panzerotti, tipico prodotto pugliese.
Il Panzerotto in questione è quello al ripieno “mozzarella pomodoro e prosciutto cotto”. Assaggiato ed è veramente buonissimo! Olio per friggere chiarissimo, nuovo! Ricordiamo che sono nove anni che presenziano alla Festa Artusiana. Il ricavato della vendita dei Panzerotti sarà utilizzato per rinnovare il Teatro della Fratta Terme. 

Stand Romagna e Sangiovese. Lo chef Giuseppe Bellomo co-gestisce un locale a Marina di Ravenna, il Marina Club Canottieri, origini pugliesi (di Bari), nota piazza specializzata sul pesce. Lo chef vanta esperienza di cucina a partire dalle navi e quindi su ristoranti. Alberghiero dell’Artusi a Forlimpopoli per completarsi; con questo stand propongono piatti della cucina romagnola ed alcune ricette artusiane, evidenzio: Raviolo all’uso di Romagna # 98 dell’Artusi; Pollo e salsiccie # 265; la Crema Gialla, il Pan di Spagna.

Stand Divin Porcello. Originari di Brudio (BO) presentano uno stand di salumi con particolare una gigantesca Porchetta degna di attenzione. Per chi volesse un panino con verdure e porchetta, servito.

Stand Carpenedolo (BS). Riecco qui gli amici di Carpenedolo esattamente è la quarta volta che li rivediamo. Il presidente ci tiene a sottolineare che sono presenti alla Artusiana da anni. Le specialità sono: Il Malfatto, un gnocco di verdure fatto con erbe di campo ed erbe dell’orto, mescolate e assemblate con pane raffermo uova e formaggio, sbollentato in acqua calda e condito con burro e salvia; quindi il brasarol una fetta di salame di 15 giorni di vita, quindi fresco, cotto alla brace e servito con polenta. Quindi due dolci, la Torta Secca una variante della Sbrisolona mantovana dato il confine, e la Pesca Dolce un dolce con un lievito-madre che da 180 anni non viene mai fermato, farcito con una confettura di albicocche. Ottima.

Stand de la Cantinaza a Castrocaro. Ecco uno storico attore della cucina castrocarese, la Cantinaza. Franco presenta Strangozzi (sorta di strozzapreti, Nrd) con ragù contadino fatto di salsiccia e pancetta; quindi una piedina fritta classica romagnola ed il salame romagnolo.
I ricordi corrono sui tempi che furono: Franco gestì la nota Birreria Forst a Castrocaro, vero emblema degli anni ’80 specie per i golosi della birra e pizza, oltre che una collaborazione con Bolognesi alla Frasca. Che blasone!

Casa Artusi il noto ristornate a Forlimpopoli. Grande accoglienza ma vorrei ricordare i blasoni attribuiti all’importante locale, mie citazioni più la vittoria ad una Top Ten per 4Live col piatto Tortello cacio e pepe, una ricetta tutta artusiana. Oggi ho chiesto di aderire alla Top Ten sui Cappelletti e la direzione, la brava Venerina Giangrasso che gestisce col figlio lo Chef Andrea, ha ben accettato. Il piatto che mi hanno proposto, con una canicola estiva da 40 gradi, è stato un Cappelletto in Brodo! Non ci crederete ma subito ero propenso al piatto perché è un trucco e il brodo esalta sapori ma anche difetti, quindi difficile da farsi: è stato buonissimo ma è il brodo non urtava col caldo. Quindi sfatare il concetto errato del brodo uguale inverno! Assolutamente no.
L’assaggio. Cappelletto all’uso di Romagna, ricetta # 7 dell’Artusi: Petto di Cappone, ricotta, formaggio Raviggiolo e parmigiano reggiano. Brodo di cappone, favoloso. Di comune accordo decidiamo che è meglio non mettere la forma sul piatto che appare decisamente invitante. Cappelletto di generose dimensioni, sfoglia spessa gialla buona, al dente, perfetta; compenso delicato e di sapore armonioso, buonissimo; il brodo è qualcosa di inaspettato: limpido gentile neutro non salato né insipido, semplicemente favoloso.
Il piatto prende le mie sensazioni interiori. Una cosa stupenda. Andrà in finale.