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I forlivesi chiedono un segno tangibile di cambiamento del governo della città, lo s’è visto nelle urne, e l’unico modo per farlo è quello di andare a votare domenica 9 giugno scegliendo un candidato moderato che garantirà esperienza, competenze e capacità amministrative. Forlì, dopo settant’anni di governo di sinistra merita l’alternanza alla guida del Comune. Chi ha amministrato fino ad oggi non rappresenta il dinamismo necessario, l’attenzione alle persone ed alle imprese, per rilanciare un territorio ormai in declino da anni, la sua economia e la qualità della vita in generale, anche in scala romagnola“: è la sintesi del ragionamento di Fabrizio Ragni, coordinatore comunale di Forza Italia, e di Rosaria Tassinari e Marco Catalano, tra i più votati in Forza Italia nella tornata elettorale del 26 maggio, che oggi hanno convocato i giornalisti in un’apposita conferenza stampa.

Chiediamo di chiudere per sempre l’esperienza di chi ha governato male il nostro territorio impoverendolo. Chiediamo di andare alle urne e invitiamo tutti gli elettori a far convergere il loro voto verso la figura di Gian Luca Zattini. Non mancherà l’apporto di iscritti, simpatizzanti, e votanti di Forza Italia, nella consapevolezza che la nostra identità politica: moderata, liberale e democratica sarà fondamentale per far vincere il centrodestra. Ritenendo oltretutto necessario respingere al mittente le accuse mosse strumentalmente dalla sinistra a tutta la coalizione di aver imboccato una deriva da ultra destra. Solo fumo negli occhi per screditarci e scongiurare un esito del voto che riteniamo storico, ben più tangibile – nei voti e nelle premesse – rispetto all’unico ballottaggio che si ricordi a Forlì: quello di 10 anni fa quando si sfidavano Roberto Balzani e Alessandro Rondoni. Ma a percentuali di voto ribaltate. Questa volta il centrodestra parte da un quasi 46%% e il centrosinistra rincorre con il 37%.“: concludono Rosaria Tassinari, Marco Catalano e Fabrizio Ragni.

Negli anni trascorsi ho imparato a conoscervi e mi sono trovato condividere alcune battaglie, come quella referendaria. Ho sempre avuto un rapporto franco, e diretto. e chi di voi mi ha parlato, di ballottaggio, sa benissimo che ho sempre affermato che se fossero andato il M5S contro la Lega, avrei votato senza problemi il primo. Non sopporto quelli che fanno appelli al voto utile, non si vota turandosi il naso, ma si fanno scelte sui contenuti. Ma davvero possiamo dire che Calderoni e Zattini siano la stessa cosa?” scrive in una nota Lodovico Zanetti della lista civica con Giorgio Calderoni.

Eppure Daniele Vergini segnalava pericolose presenze estremiste,tra gli alleati di Zattini, e c’è tra chi lo sostiene chi definisce assassini i partigiani della Corbari. Vi pare che siano sovrapponibili le posizioni delle due coalizioni su questo tema? Direi che la differenza sull’antifascismo è abissale. E sul tema ambientale, di fronte al rischio di un drammatico passo indietro sul tema dei rifiuti, con una Lega , maggioranza all’interno dell’alleanza di Zattini, che vuole piallare il lavoro, comune, fatto su Alea, e Calderoni che vuole continuare quel percorso, di fronte alla piazza Saffi, che Zattini trasformerebbe in un parcheggio, davvero possiamo dire che ci siano similitudini? Non parlo poi di trasparenza, cosa in cui il centrodestra non ha mai brillato, e che è un punto di forza di Calderoni” continua Zanetti.

Perchè uno vale uno, nel momento in cui si devono fare le scelte, ma un sindaco non vale un’altro. Magari pensateci se non sia il caso di votarlo Giorgio Calderoni. Poi, continueremo a confrontarci, aspramente su certi temi, consci però di avere, più di prima, qualcosa in comune. Anche perchè la cronaca e la storia insegnano, che sedersi e mangiare pop corn, invece che a partecipare, nuoce, oltre che alla linea, anche alla politica. Comunque, buon voto, a tutti” conclude Lodovico Zanetti.