Asilo Rosetti foto di Maurizio Maraldi

È da alcuni giorni, che, tornando a casa in auto, curvo presso l’asilo Rosetti (foto di Maurizio Maraldi) e lo trovo zeppo di persone che attendono di cenare. Il giardino è stato reso più piacevole e comodo da arredi che lo assomigliano ad un ristorante ed i clienti ingannano il tempo che li separa dal cibo, chiacchierando o, se, sono datati come me, ricordando.

Questo spazio ed anche la struttura in muratura erano il regno delle due sorelle Matteucci: la signorina Linda e la signorina Bruna. Quando alcuni decenni fa anch’io, in quello stesso “corridoio all’aperto” aspettavo l’uscita di mio figlio, insegnava la signorina Vittoria, legata a filo doppio alla storia di questa struttura. Ancora in quel luogo ritrovo la Linda, sempre in ordine, con i capelli talmente sotto controllo, che pareva appena uscita dal parrucchiere.

Era una signora sorridente, affabile, ma decisa, pronta a difendere le sue convinzioni. E la sorella Bruna, anche lei precisissima, ma a differenza dell’altra che operava nella scuola, lei casalinga, indossava sempre un immacolato grembiule somigliante a quello indossato dalle fate nella Bella addormentata nel bosco. Lo usava anche come identificatore del suo ruolo di ottima cuoca.

Sarebbero contente del nuovo uso di questo magnifico ambiente che per loro era anche casa? La Bruna forse si, vedrebbe nella gente festante che si appresta a cenare, una continuazione di ciò che faceva lei. E la Linda? Probabilmente, affacciata a quella terrazza, posizionata a destra per chi guarda dalla piazza, osserverebbe i clienti, le piante, ascolterebbe i suoni ed i rumori, le chiacchiere e le risate, sentirebbe gli odori dei cibi nei piatti tintinnanti e i profumi dei fiori, sempre uguali a quelli in cui c’era lei e forse dall’alto della sua esperienza umana, penserebbe che non esiste una grande differenza fra gli adulti ed i bambini.

Entrambe “le categorie” necessitano di giochi, di passatempi, di socializzazioni e del riconoscere che l’altro, seppur diverso, è nostro simile. Poi la Bruna e la Linda, si ritirerebbero nelle loro stanze, indaffarate a disegnare nella loro mente, il giorno dopo, apparentemente identico a quello precedente, ma con la possibilità di intraprendere vie diverse ed inaspettate, proprio come la metamorfosi dell’asilo in ristorante Artusiano.