La segnalazione. Ponte Morattini ridotto a posacenere

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“Il posacenere di Livio: non è tollerabile che uno dei monumenti simbolo della nostra città, il Ponte Morattini, sia ridotto in queste condizioni. Il turista che volesse capire cosa ci sia sotto il vetro non riesce a vedere a causa della patina di sporco e dei numerosi mozziconi che lo ricoprono. Ho già postato delle foto per denunciare le condizioni durante il Diabetic Marathon Tour al Comune. Perchè non lo si pulisce?” scrive su Facebook Raffaele Acri.

Precedentemente denominato “Dei Brighieri”, il Ponte dei Morattini, prese il nome dall’omonima famiglia che possedeva un palazzo nelle vicinanze, si trova isolato rispetto agli altri ponti urbani perché di fatto doveva trovarsi su un diverso ramo fluviale. Più precisamente si trovava sul Borgo Schiavonia, nella parte più a sud della Piazza Melozzo vicino alla chiesa della SS. Trinità. La sua documentazione è più tardiva, ma nel 1997 quando durante degli scavi è riapparsa parte del lato est del ponte e che si è lasciata visibile attraverso la protezione di una lastra di vetro. Divenne famoso in occasione dell’uccisione di Giacomo Feo, secondo marito di Caterina Sforza. Il giovane stalliere, avendo sposato in segreto la contessa di Forlì divenne tanto presuntuoso da attirare su di sé l’odio del popolo e delle famiglie forlivesi. I cronisti narrano che, dopo averlo ferito a morte mentre cavalcava accanto alla carrozza che trasportava Caterina e altri membri della famiglia, i congiurati fuggirono lontano dai pressi del ponte. La contessa, inferocita per la perdita, fece strage non solo degli assassini del marito, ma anche di tutti i possibili nemici del Riario Sforza.