I Verdi Sauro Turroni

«Il candidato sindaco del Movimento 5 stelle Daniele Vergini, ieri si è dato un gran daffare per dire che non c’è nessuna differenza fra Calderoni e Zattini. Sapeva di mentire clamorosamente ma voleva assolutamente allontanare da sè anche il minimo sospetto di essere capace di entrare nel merito in modo obiettivo e sereno. Basterebbe che riguardasse il breve video, virale su Facebook, nel quale Zattini dice di voler monetizzare i rifiuti che vengono da fuori per mantenere in vita l’inceneritore di Hera, a differenza di chi ha come obiettivo il suo spegnimento grazie al porta a porta che sta ottenendo grandi risultati.

Vogliamo parlare di legalità poi? Gian Luca Zattini e i suoi hanno violato ripetutamente ogni regola riguardante le elezioni: camion vela ovunque, manifesti attaccati abusivamente, altoparlanti sulle auto ecc. Se permette Daniele Vergini, Giorgio Calderoni personifica lui stesso la legalità alla quale ha dedicato la sua vita. Vogliamo parlare di Hera? Il candidato vicesindaco di Zattini, Mezzacapo, sta facendo una campagna senza pudore in difesa di Hera sostenendo che la società in house Alea sarebbe peggio della spa Multiutility.

Ci pare che Calderoni non ci pensi neppure e che a questo proposito abbia più o meno la stessa posizione dei 5 stelle. Vogliamo parlare del Verde Pubblico? Calderoni ha lanciato uno straordinario progetto per un parco dei tre fiumi e per una cintura verde attorno alla città. L’esperto di Zattini nell’incontro nel salone comunale con i ragazzi di Forlì For Future ha detto che si deve procedere a tagliare gli alberi lungo le strade per sostituirli. Vogliamo parlare dei diritti? Secondo Vergini c’è identità fra quello che propone Calderoni e ciò che propugna la setta clericale oscurantista che affianca Zattini?

E come non vedere che tra i punti principali del suo programma Calderoni ha messo proprio quel baratto amministrativo che è stato uno dei cavalli di battaglia dei 5 stelle durante gli ultimi 5 anni? Vogliamo parlare di democrazia? Non sfuggirà, speriamo, all’attento Vergini, la banda di fascisti che al grido di boia chi molla affolla le piazze al seguito del vero leader della coalizione di destra. Vogliamo parlare di competenza? Con tutto il rispetto ma i livelli di competenza propri dei Consiglieri di Stato sono ben noti ai 5 stelle che li impiegano, come tutti gli altri partiti di Governo, ai vertici dei Ministeri di cui costituiscono l’asse portante.

Non vorremmo sembrare scortesi ma non possiamo non mettere in evidenza il differente livello culturale e amministrativo delle due persone, una delle quali, Zattini, ha fra l’altro fallito clamorosamente come sindaco di Meldola, passata subito al centrosinistra al termine del suo mandato. Potremmo continuare a lungo. Una cosa però intendiamo sottolineare: l’indipendenza di Giorgio dal PD, a cui non è iscritto e con cui mantiene un rapporto di totale autonomia.

Infine vorremmo che Vergini si soffermasse un attimo a prendere in considerazione le liste che formano le due coalizioni: mentre in quella di Calderoni ci sono compagini che pongono in cima ai loro obiettivi la solidarietà e i diritti delle persone, i giovani, il rinnovamento della politica e la legalità, l’ambiente e i cambiamenti climatici dall’altra parte si evidenziano posizioni e contenuti di cui, a differenza di quanto rappresentato dalle liste che affiancano Calderoni, non si trova alcuna traccia nell’articolato programma dei stelle».

Federazione dei Verdi di Forlì-Cesena

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