Giorgio Calderoni: “In me c’è rammarico ma lo rifarei”

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«I cittadini di Forlì ieri hanno scelto e hanno scelto di essere governati dal centrodestra. Si tratta di una scelta “storica”, come titolano i giornali di oggi e ad essa guardo naturalmente con rispetto: più che delusione, c’è in me rammarico per non essere riuscito a rendere convincente ai loro occhi la mia proposta di buongoverno della città, perché continuo a pensare che assieme alla squadra che avevo cominciato a render pubblica avremmo potuto fare davvero un buon lavoro con e per la comunità forlivese. Ora come ora mi sento di fare tre brevi considerazioni (una istituzionale, una politica, una personale): e per quest’ultima considerazione chiedo anticipatamente scusa se ricorrerò a una citazione.

La prima considerazione: quale opposizione. L’esito del ballottaggio ci consegna un ruolo di opposizione e questo ruolo ci apprestiamo a svolgere con fermezza, determinazione e senza fare sconti, essendo guidati solo dalla bussola del superiore interesse dei forlivesi tutti. Saremo inflessibili nel chiedere ed esigere il rispetto delle regole, che non sempre in questa campagna elettorale (specie nella fase del ballottaggio) il centrodestra ha mostrato di voler osservare; saremo controllori attenti dell’operato dell’amministrazione di centrodestra e degli atti che sottoporrà al voto del consiglio comunale; chiederemo sin da subito al sindaco eletto come intenda mantenere le tante, troppe promesse fatte in questa campagna elettorale; avanzeremo sempre proposte e controproposte e saremo pronti a collaborare, se una seria collaborazione ci verrà chiesta, per l’assunzione di decisioni in favore dell’interesse generale della nostra città e della nostra comunità.

La seconda considerazione: ovvero un impegno in questi tre mesi così intensi tante persone straordinarie (donne, uomini, giovani e meno giovani) mi sono state vicine e mi hanno dato il loro aiuto, tante realtà straordinarie abbiamo incontrato, tante energie si sono messe insieme: è un patrimonio non nostro, ma della città e perciò non può essere disperso. Così ci assumiamo l’impegno di continuare a contribuire – ovviamente non più come “comitato elettorale”, ma nelle forme e modi che stabiliremo insieme – al dibattito pubblico cittadino sui temi grandi e meno grandi che riguardano Forlì, ma non solo: a partire da quelli di rilievo nazionale.

La terza considerazione: ovvero con le parole del 2008 di Mc Cain sconfitto da Obama nel 2008, il senatore americano Mc Cain pronunciò un celebre discorso in cui compaiono parole, rivolte ai suoi sostenitori, che immodestamente mi sento di fare qui mie, nella consapevolezza che una certa enfasi tutta americana riferita a un’elezione presidenziale non può certo meccanicamente valere per l’elezione a sindaco della nostra pur bella città:
“Abbiamo combattuto, abbiamo combattuto con tutte le nostre forze. E anche se non ci siamo riusciti, il fallimento è mio, non vostro (…). Vorrei che fosse andata in un altro modo, amici miei. La strada era in salita fin dall’inizio. Ma il vostro sostegno e la vostra amicizia non ha mai vacillato. Non ho parole sufficienti per esprimere quanto sia debitore nei vostri
confronti (…). 
Un’elezione perduta per me non sarà mai più importante del privilegio della vostra fiducia e della vostra amicizia. Non so che cos’altro avremmo potuto fare per cercare di vincere queste elezioni. Lascerò ad altri il compito di stabilirlo. Qualsiasi candidato commette degli errori e sono sicuro che anch’io ne ho commessi”.

Come è noto e come è prassi, Mc Cain aveva già telefonato a Obama per congratularsi: io lo faccio qui pubblicamente, mediante una ulteriore e virtuale stretta di mano a Gian Luca Zattini, come quelle che ci siamo scambiate nel corso di questa campagna elettorale (forse più calorosamente all’inizio). Concludo infine con due parole mie: lo rifarei».

Giorgio Calderoni