Conte ha scoperto che oltre ai cattivi di Bruxelles esistono anche i mercati

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Ci ha messo un anno, ma ci è arrivato anche lui. Forse lo ha convinto la lucida relazione di Ignazio Visco. O uno sguardo allo spread. La maggioranza degli italiani ignora che cosa sia esattamente. Ma gl’imprenditori lo sanno bene. Nonostante ciò, sostengono la Lega, essendo abituati a puntare su chi vince. (Lo hanno fatto anche con Renzi, anni fa).

È una questione psicanalitica, già vista in altri tempi. Sembra che essi si vergognino di rivendicare apertamente la legittimità dei propri interessi e preferiscano condizionare il governo, usando una discreta e informale pressione. Boccia, ad esempio, fa esattamente questo: e si comporta da politico “classico”. Per me è sbagliato. Gl’interessi legittimi debbono essere leggibili e trasparenti. Ma sono forse un inguaribile ingenuo.



Fratelli (e sorelle) d’Italia

Un articolo di ieri, su “La Lettura” del “Corriere della Sera”, mi ha fatto pensare ad una cosa: l’esperienza della fratellanza/sorellanza, espressa nell’inno di Mameli e alla base della comunità familiare, della genealogia patriottica, è oggi minoritaria. Un terzo delle famiglie italiane non ha figli; un terzo ne ha uno; un terzo ne ha più di uno. In un futuro non lontano, la parola fratello/sorella non risuonerà più come un tempo nei nostri cuori. I politici la useranno di meno. I poeti la declineranno in senso intimista. E a che cosa alluderemo per parlare del “noi” collettivo? Non lo sappiamo. Ma sarebbe giusto pensarci per tempo. Certo, “Fratelli d’Italia, l’Italia s’è desta…” non avrà più il senso di prima.

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Roberto Balzani, nato a Forlì il 21 agosto 1961, è uno storico, saggista e politico italiano. È professore ordinario di storia contemporanea alla Facoltà di Conservazione dei Beni Culturali, Università degli Studi di Bologna. È stato sindaco di Forlì, dal 2009 al 2014 è professore ordinario di Storia contemporanea alla Facoltà di Conservazione dei beni culturali dell'Università di Bologna (sede di Ravenna), della quale è stato preside fra il 2008 e il 2009. Ricercatore in Storia contemporanea alla Facoltà di Scienze Politiche “Cesare Alfieri” di Firenze dal 1992, è divenuto poi professore associato alla Facoltà di Conservazione dei beni culturali dell’Università di Bologna e quindi professore ordinario. Fra i suoi interessi più recenti, la storia del regionalismo e del patrimonio culturale, cui ha dedicato diversi saggi, collaborando alle iniziative promosse alla Scuola Normale Superiore di Pisa da Salvatore Settis. Fra il 1992 e il 1996 ha fatto parte del consiglio d’amministrazione della Fondazione “Spadolini – Nuova Antologia” di Firenze. E’ stato a lungo componente del consiglio direttivo della Società di Studi Romagnoli, dell’Istituzione Biblioteca Malatestiana di Cesena e dell’Ibc Emilia-Romagna. Fra le principali pubblicazioni da menzionare la ricostruzione del regionalismo culturale romagnolo fra ‘800 e ‘900 (La Romagna, Bologna, 2001, ristampata con un nuovo capitolo nel 2012); inoltre, la sintesi Storia del mondo contemporaneo, Milano, 2003 (con Alberto De Bernardi), la ricerca di storia dei beni culturali Per le antichità e le belle arti. La legge n. 364 del 20 giugno 1909 e l’Italia giolittiana (Bologna, 2003) e la cura dei Discorsi parlamentari di Carducci (Bologna, 2004). Con Angelo Varni è curatore de La Romagna nel Risorgimento (Roma-Bari, 2012). Alla sua esperienza di amministratore è dedicato il pamphlet: "Cinque anni di solitudine. Memorie inutili di un sindaco" (Bologna, 2012). E’ autore di diversi manuali di storia per le Scuole medie e i Licei.