Salvini arringa la folla dal balcone. Drei: “Spettacolo penoso”

Marco Di Maio (Pd): "Un insulto alla storia della città e a quella piazza che vide appesi ai lampioni coloro che combatterono per darci la libertà"

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Quello a cui Forlì – scrive il sindaco di Forlì Davide Drei su Facebook – assiste in questo momento è qualcosa di penoso. Usare il balcone del Municipio su piazza Saffi per parlare a una (per la verità scarsa) platea di un comizio sembra scimmiottare le adunate anteguerra del regime. Cosa che per Forlì, che ha nella sua piazza principale un luogo di rispetto e memoria per i partigiani che qui vennero impiccati e per il sacrario alle vittime della guerra, è semplicemente inaccettabile“.

Usare la funzione di ministro dell’Interno per usare ogni spazio al di fuori dei regolamenti comunali – continua il Primo Cittadino -, confondendo il ruolo istituzionale con quello del segretario di un partito, è un dispetto ai valori costituzionali basilari su cui si fonda l’Italia.
Una brutta serata purtroppo per la nostra città, un pessimo modo di fare campagna elettorale, non all’altezza della storia democratica di Forlì“.

Il linguaggio dei simboli – si unisce al dissenso il parlamentare forlivese del Pd Marco Di Maioconta spesso più delle parole. Matteo Salvini aveva tutto il diritto di tenere il proprio comizio anche a Forlì, ci mancherebbe. Lo ha fatto, però, sfruttando il suo ruolo di ministro dell’Interno per imporre ciò che non si è mai fatto: parlare al pubblico per un comizio politico usando il terrazzo del Municipio, proprio come si usava nel Ventennio.
Un insulto alla storia della città e a quella piazza che vide appesi ai lampioni coloro che combatterono per darci la libertà; che ha un monumento dedicato al ricordo dei caduti delle guerra; che è il luogo di tutti e non di una parte. Forlì, per la sua storia, non meritava questo sfregio: e non merita questo futuro“.