Petroni (FI): “Una regia unica per il rilancio culturale forlivese”

0

Con l’avvento delle grandi mostre presso i Musei San Domenico, grazie all’azione convinta della Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì, da diversi anni Forlì è divenuta molto più attrattiva di prima per quanto concerne l’afflusso di turisti, nel nome della cultura. Una scelta – quella delle mostre – che, a distanza di anni, si è dimostrata vincente e ha proiettato la nostra città ai vertici dei circuiti culturali nazionali”. Sono considerazioni di Elisa Petroni, candidata al consiglio comunale nella lista di Forza Italia, a sostegno della candidatura di Gian Luca Zattini sindaco.

Questo risultato, però – afferma Elisa Petroni – non ha prodotto ad oggi ciò che ci si aspettava, ovvero che il ‘traino’ di questi grandi eventi potesse essere la molla per far decollare un’attrattiva culturale più diffusa, che potesse abbracciare anche le tante altre risorse culturali, di cui la città dispone. Troppo spesso assistiamo ad un turismo culturale in entrata mordi e fuggi, che al massimo contempla una veloce visita all’abbazia di S. Mercuriale e poco altro. Da tempo si parla, quale soluzione a questo stallo, della possibilità di concepire un’offerta culturale di rete, che metta in relazione gli stessi Musei San Domenico con le altre espressioni espositive della città, in primis Palazzo Romagnoli con la splendida collezione Verzocchi, la Pinacoteca comunale, ma anche altre realtà nascoste come il Museo del Teatro, quello del Risorgimento (ospitati a Palazzo Gaddi) e il Fondo Piancastelli, oggi oggetto di interesse quasi esclusivo di storici, studenti e ricercatori. Credo che sia necessario procedere con decisione su questa strada, insistendo anche su meccanismi promozionali già avviati e pacchetti turistici personalizzati”.

Ho citato il Museo del Teatro e quello del Risorgimento non a caso – continua Petroni – in quanto si tratta di patrimoni di indubbio valore, ma che presentano problemi di non poco conto: da una parte necessitano di interventi di manutenzione strutturale, dall’altra di risorse umane per garantirne la fruibilità al pubblico, visto che attualmente le visite sono consentite solo su appuntamento: una circostanza, quest’ultima, che certo non può essere la prerogativa per il rilancio di tali siti culturali. Negli ultimi anni, grazie ad un service dei Lions Clubs cittadini, è stato possibile effettuare le aperture domenicali: credo che questo progetto pilota vada incentivato, coinvolgendo altre espressioni del volontariato locale per allargare i tempi di fruibilità e anche qualificato, passando da una semplice ‘guardiania’ ad un accompagnamento culturale dei visitatori, garantibile solo dopo un’adeguata formazione degli stessi volontari”.

Investire sulla cultura – conclude Petroni – significa anche valorizzare l’enorme quantità di eventi che si svolgono in città, per iniziativa di associazioni, gruppi culturali, comitati di quartiere ecc…: serve una regia che sia in grado di stilare un calendario unico di queste iniziative, per evitare sovrapposizioni e attivare una adeguata promozione e divulgazione. L’amministrazione comunale può prendersi carico di un’azione del genere: offrirebbe un utile servizio ai cittadini e un riconoscimento concreto a tante organizzazioni non profit che si impegnano per favorire un fermento culturale in città”.