rotatoria rotonda via bertini

“Da diversi anni a Forlì, con l’avvento delle rotonde, quale sistema per favorire la circolazione dei veicoli, si è posto il problema della manutenzione di tali spazi verdi. L’approccio dell’amministrazione comunale alla questione punta all’individuazione di imprese o altri organismi, disponibili ad una collaborazione al fine della gestione di tali spazi verdi. Tale collaborazione è da intendersi a titolo gratuito, con i conseguenti costi di valorizzazione e manutenzione a carico del richiedente” spiega Elisa Petroni, candidata al consiglio comunale nella lista di Forza Italia.

Le richieste che pervengono, a seguito di avviso pubblico (l’ultimo dei quali, da quanto si desume del sito web del Comune di Forlì, è datato 18 agosto 2017 con scadenza fissata al 14 ottobre 2017), vengono sottoposte alla Commissione Cittadina del Verde Pubblico, che è chiamata ad esprimere una valutazione non solo in termini di estetica e di integrazione con il tessuto urbano circostante, ma anche di criteri ed elementi di tipo ecologico ed ambientale definiti dal Servizio Gestione Edifici Pubblici Verde del Comune. “Fin qui nulla da eccepire – commenta Elisa Petroni, candidata al Consiglio Comunale di Forlì nella lista di Forza Italia, che sostiene Gian Luca Zattini sindaco – il problema reale sta nelle regole che l’amministrazione pone alla realizzazione dei progetti, in termini di utilizzo di materiali, di inserimento di piante ed essenze, di colori, di contenuti culturali e specialmente in merito alla cartellonistica pubblicitaria”.

È ovvio – continua – che le imprese che aderiscono al bando comunale, vi intravvedono un’opportunità, che, a fronte di costi comunque rilevanti, presenta una forte visibilità in termini promozionali. È inaccettabile, quindi, che vengano limitate in maniera considerevole le installazioni pubblicitarie a piccoli cartelli poco visibili: un fatto che, ancora una volta, pone l’amministrazione in una posizione diametralmente opposta a quella di facilitatore dello sviluppo economico del territorio. Il risultato conseguente a queste prese di posizione a dir poco rigide è ovviamente scontato: l’affidamento delle rotatorie cittadine genera un diffuso disinteresse, in quanto le aziende non ritengono l’investimento commisurato ai possibili benefici promozionali. In tutto ciò la realtà delle cose è sotto gli occhi di tutti: rotonde di dimensioni considerevoli si mostrano incolte, specie in snodi di grande traffico, come ad esempio la grande rotatoria di via Bertini (all’altezza dell’ingresso in tangenziale). Insomma un impatto estetico pessimo che contribuisce ad un’immagine indecorosa della città, causata da una visione miope e di basso profilo”.

È necessario – conclude Petroni – un approccio decisamente più razionale alla questione con regole progettuali e pubblicitarie che favoriscano il coinvolgimento delle imprese. Serve un cambio di passo deciso: l’amministrazione da ‘censore’ rigido e fuori dal tempo si deve porre come soggetto attento alle esigenze del tessuto economico, capace di favorire lo sviluppo e non di tarparlo. Nel caso delle rotonde cittadine, poi, un atteggiamento più razionale avrebbe una ricaduta benefica su tutti i cittadini, che potrebbero beneficiare di aree verdi ordinate e gradevoli, in sostituzione di spazi alla stato brado, che penalizzano l’intero contesto urbano”.