Forli Verde e Solidale Verdi

«Nei giorni scorsi abbiamo osservato numerosi tentativi di richiamare al proprio campo la collocazione politica dei cattolici, in vista delle elezioni del 26 maggio. Ciò però non riesce a tenere conto di un’altra posizione politica, non compresa ancora da quelle che si confrontano oggi. Anche il confronto organizzato lunedì sera e riservato ai soli candidati sindaci non ha potuto registrare l’attenzione dovuta alla incombente questione che riguarda tutti noi e che ha assunto la priorità assoluta rispetto ad ogni altro tema.

C’è chi ha sostenuto che i cattolici in questo periodo storico debbano guardare a sinistra, di contro secondo gli avversari la loro posizione dovrebbe essere a destra ed entrambi gli schieramenti hanno argomentato ampiamente il loro punto di vista. I Verdi sono una formazione politica laica e non intendono entrare nel dibattito fra forze che si richiamano ai valori cristiani ma non possono fare a meno di mettere in evidenza la distanza esistente fra le ragioni di entrambi gli schieramenti e ciò che indica con nettezza il Papa individuando le due questioni centrali che riguardano il mondo di oggi: i cambiamenti climatici e le migrazioni.

Questioni strettamente intrecciate, dipendendo i fenomeni migratori in gran parte da vicende legate ai cambiamenti climatici, sia che si tratti di zone in guerra per il petrolio o l’acqua, sia che si tratti di aree del pianeta sconvolte da alluvioni, desertificazioni e altre catastrofi. Lo stesso vescovo di Forlì, pochi giorni fa, affermando che è dovere dei cattolici essere scomodi, ha richiamato l’attenzione sulla condizione dei rifugiati e dei richiedenti asilo e i problemi che li investono per effetto dei tanti provvedimenti varati da questo governo in nome della sicurezza.

Se lo schieramento di centrodestra si richiama sempre più ad obiettivi quali la sicurezza, al prima gli italiani, a “è finita la pacchia”, condizione in cui vivrebbero centinaia di migliaia di profughi arrivate in modo drammatico in Italia, per i quali l’unica cosa certa è l’indicazione di andarsene o i rimpatri, contraddicendo alla radice ciò a cui ci richiama il Santo Padre, le forze di centrosinistra non sanno fare altro che riproporre il proprie il vecchio modello della crescita con ciò ricadendo nell’errore storico di un progresso guidato dal Mercato, sia pure temperato da una nuova concezione della sussidiarietà.

Proprio questo ci fa sperare dunque che stiano per finire sia l’ubriacatura verso il leghismo e l’aspirazione verso i suoi muri e reticolati, sia la concezione sviluppata del mondo, propria della sinistra, incapace di comprendere che la crescita e il connesso ‘sviluppo’ sono giunti al capolinea e che altra via non vi sia al di fuori di quella indicata dal Papa nell’enciclica Laudato si, nella quale indica quelli che sono i doveri di ciascuno di noi, se vogliamo che il pianeta sopravviva».

Fausto Pardolesi, candidato di Forlì Solidale e Verde portavoce del Verdi del Comune di Forlì