Matteo Salvini sul balcone comunale

“Nessun partito tranne la Sinistra può utilizzare piazza Saffi per fare un comizio. Se un qualunque partito la utilizza diventa uno sfregio ai partigiani che furono appesi ai lampioni. Questo in sintesi quello che vogliono il sindaco di Forlì Davide Drei e la Cgil che sono intervenuti subito dopo l’arrivo di Matteo Salvini leader della Lega in città, cercando di impietosire l’opinione pubblica con la vicenda dei partigiani morti. Una speculazione vergognosa sul grave fatto storico accaduto a Forlì nell’agosto del 1944 che va si a sfregiare la memoria di persone decedute e va a mettere a rischio quella libertà tanto acclamata solo quando fa comodo” risponde agli attacchi di esponenti del Pd (Drei, Di Maio e Ancarani e del centrosinistra Calderoni Ndr) Daniele Mezzacapo consigliere comunale e candidato vicesindaco della Lega.

Ma questa non è libertà. Nessuno delle migliaia di intervenuti ha sfregiato la memoria dei partigiani. Si è vista – continua il leghista – una folla enorme composta e festante che ha salutato il segretario della Lega. Diversamente alcuni contestatori hanno cercato lo scontro con ignobili provocazioni e fra questi c’erano anche dei candidati che non avendo nulla da dire alla città vanno a disturbare chi invece propone un programma e idee nuove. Le contraddizioni di questa Sinistra sono vergognose“.

Così come è stato vergognoso sottolineare il fatto che Salvini abbia parlato dal balcone del Municipio facendo dei paragoni che nulla a che fare con la realtà. Molto più semplicemente, viste le condizioni del tempo e il temporale che imperversava sulla città, per salutare tutti gli intervenuti che non hanno potuto assistere al comizio all’interno del salone, Salvini è uscito sul balcone. Se il tempo fosse stato bello, il nostro leader avrebbe parlato tranquillamente dal palco. Tutto qui. Lo stesso sindaco Drei e altri politici nel corso del tempo si sono affacciati al balcone, ma loro possono farlo, mentre per la Lega è vietato. W la democrazia di questa Sinistra, ormai finita, che deve sempre stravolgere la realtà cercando fantasmi da impaurire le persone. Fra venti giorni finalmente arriverà la vera libertà per tutti e non solo per qualcuno come è accaduto per troppi anni” conclude Mezzacapo.

Di penosi a Forlì ci sono solo il sindaco, Davide Drei, che ha lasciato la città al degrado e all’anarchia, e un Pd alla disperata ricerca di ossigeno, che si abbandona a preoccupanti dichiarazioni infarcite di reminiscenze da cultura politica totalitaria”. L’onorevole Jacopo Morrone, segretario della Lega Romagna, e Andrea Cintorino, segretario provinciale di Forlì-Cesena del Carroccio, replicano ad alcune dichiarazioni sulla venuta di Matteo Salvini a Forlì.

Ieri sera a Forlì hanno visto tutti, con i loro occhi, chi siano i soggetti intolleranti e antidemocratici che puntano a impedire un libero e aperto confronto in piazza. E hanno anche visto come la Lega sia invece la forza politica che si assume responsabilità, ha progetti concreti, è libera e tollerante. E se i proclami diffusi da Pd e Cgil scaturissero davvero da un DNA culturale e politico democratico, oggi i vari Drei, Di Maio e Calderoni si scuserebbero con le migliaia di persone accorse ad ascoltare Matteo Salvini, leader politico e ministro della Repubblica, per essere state disturbate da un manipolo di facinorosi e, subito dopo, si scuserebbero con la Lega e con lo stesso Salvini”.

“Il fatto che, al contrario, Pd, Cgil e affini siano autori di dichiarazioni che deformano la realtà, sollevano odio e intolleranza, istigano alla violenza la dice lunga su chi debba vergognarsi per aver creato e determinato un clima pericoloso per la democrazia e la libertà. La notte più buia degli ultimi 73 anni? Forse, ma solo perché la gente ha avuto la prova provata di quanto sfacelo civile abbia provocato, nelle nostre comunità, il predominio del pensiero unico della sinistra. Non siamo noi che vogliamo impedire agli altri di manifestare le proprie idee. Chi lo fa sono sempre gli stessi, soggetti coccolati e ammaestrati dai soliti ‘cattivi maestri’. Il Pd e la sinistra stanno perdendo consensi, non hanno progetti, non sanno confrontarsi su nulla, hanno massacrato l’Italia in cinque anni di governo. La loro unica strategia è cercare di riunire le forze residue in nome dell’odio. E’ evidente dalle dichiarazioni concitate e ridicole diffuse, come è evidente dall’imbarazzante affermazione del candidato Calderoni. Se il municipio è la casa di tutti, perché a doverne stare fuori (e in una condizione meteo proibitiva) avrebbero dovuto essere solo Salvini, la Lega e la gente? O Calderoni crede che solo gli epigoni del comunismo abbiano questo diritto? Sono questi errori, gravissimi sul piano morale, oltre che politico, che porteranno il Pd a diventare un residuato”.