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«Apprendo con stupore che Romagna Acque ha convocato per il 24 maggio, quindi due giorni prima delle elezioni comunali, un’assemblea soci ad hoc per approvare il progetto della nuova società di ingegneria che abbiamo fortemente contestato, con l’ovvio tentativo di blindarne il percorso, mettendolo al riparo da eventuali cambi di maggioranza negli enti locali soci.

Si conferma quindi il “colpo di mano” che avevamo previsto e che cerca di propinare ai Comuni in fretta e furia questo progetto, proprio poco prima dello scadenza del CdA in carica. E il tutto in barba al fatto che non spetterebbe a Romagna Acque fare attività di ingegneria, né la pianificazione di nuove fonti idriche, che spetterebbe alla Regione con il suo piano di tutela delle acque, che al momento però non prevede alcun intervento di questo tipo.

Molto sospetta anche l’opacità della società alle legittime richieste di rendere pubblico lo studio della Facoltà di Ingegneria di Bologna, che sarebbe alla base della costituzione della nuova società di ingegneria, uno studio che prevederebbe la creazione di ben 7 nuovi invasi nel nostro appennino, il più grosso, paragonabile a Ridracoli, di 20 milioni di metri cubi, nella zona delle Gualchiere tra Bagno di Romagna e Verghereto.

Se saremo al governo della città di Forlì di certo vorremo vederci chiaro sull’iter di questa vicenda che presenta varie anomalie e di certo una grave mancanza di trasparenza, non compatibile col nostra idea di pubblica amministrazione».

Daniele Vergini, candidato sindaco M5S Forlì