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Si è svolto oggi nei laboratori del corso di laurea in Ingegneria Aerospaziale di Forlì, la presentazione e una prima dimostrazione sperimentale di Alma X, il rover per l’esplorazione aerospaziale, sviluppato all’interno del CIRI Aerospace da un team di 40 universitari (parte di Forlì e parte di Bologna) guidato da Federico Marzotta (Forlì) e Giosuè Severino (Bologna).

Il progetto – spiega Federico Mazzottanasce dalla volontà di noi studenti di mettere in pratica quanto apprendiamo in aula e di cimentarsi in un lavoro di team. Alma X, infatti, è il risultato di più competenze e specializzazioni che convergono e che vengono sviluppate sia a Forlì che a Bologna: in Romagna vengono approfonditi gli aspetti relativi alla meccanica, alla parte scientifica e alla pubbliche relazioni, mentre nel capoluogo emiliano-romagnolo vengono messi a punto l’automazione, il sistema di navigazione e tutto quanto legato al braccio robotico e al sistema di riconoscimento degli oggetti”.

Il rover Alma X concorrerà all’European Rover Challenge, in programma a Kielce in Polonia dal 13 al 15 settembre 2019, dove verrà sottoposto a diverse prove, per verificarne le funzionalità e in particolar modo la capacità di agire ed operare in autonomia. Il progetto nasce anche per creare, in futuro, una sinergia fra mondo della ricerca e imprese, in quanto Alma X e la tecnologia in esso contenuta non sarà limitata all’esplorazione aerospaziale, ma potrà trovare interessanti applicazioni in ambito terrestre in vari ambiti, quali l’emergenza da catastrofi, l’industria manifatturiera e il comparto agroalimentare.

Nel corso dell’evento i capiprogetti Federico Mazzotta e Giosuà Severino, coadiuvati dal prof. Fabrizio Giulietti, coordinatore del corso di laurea in Ingegneria Aerospaziale, hanno presentato, con una dimostrazione all’aperto, un primo prototipo in scala di Alma X ed effettuato perlustrazioni del rover in totale autonomia e anche al seguito automatizzato di un drone.

Il futuro di Alma X, una volta messe a punto le funzionalità che ci siamo prefissati – concludono Federico Mazzotta e Giosuè Severino – sarà quello di svilupparne ulteriormente le potenzialità tecnologiche e poter partecipare all’University Rover Challenge, negli Stati Uniti, una delle massime manifestazione mondiali del settore“.