allagamenti

Di seguito ecco i comunicati dei politici dei diversi schieramenti sugli allagamenti avvenuti nel nostro territorio.

Nel 2019 vedere dei forlivesi alluvionati fa troppo male. Villafranca e San Martino in Villafranca invase dall’acqua pagano un prezzo altissimo. Qualcosa non ha funzionato e senza volere fare speculazioni, si può però dire soprattutto che qualcosa non è stato fatto. Si sapeva bene che la zona era fragile e a rischio, ma nessuno di chi doveva intervenire lo ha fatto e nessuno ha pensato che poteva succedere“. Daniele Mezzacapo, consigliere della Lega e candidato vicesindaco alle elezioni amministrative – è andato sul posto a verificare di persona cosa è accaduto e parlato di negligenza. Gli argini vanno monitorati, non si possono lasciare i fiumi in abbandono. E quando succedono queste cose si scopre che la competenza non è nessuno tra amministrazione comunale, Consorzio di bonifica conosciuto alla gente solo per i bollettini che arrivano da pagare e Regione Emilia Romagna che promette risarcimenti a caldo ma che alla fine risarcisce poco“. “E ora a Villafranca, cittadini e imprenditori hanno patito dei danni enormi. A queste persone – dice Daniele Mezzacapo – va tutta la mia vicinanza e solidarietà. Questo disastro ha messo in luce un altro aspetto, non solo quello della negligenza di un’amministrazione che non ha mai fatto nulla, ma ha fatto vedere che la nostra gente è unita e che si è aiutata nelle ore immediatamente successive allagamento dovuto alla rottura degli argini fatti male del fiume. In tanti sono accorsi per fare il possibile. A tutte queste persone, dalla Protezione Civile, ai volontari e ai Vigili del Fuoco va il mio ringraziamento. Oggi che la situazione meteo sembra in via di miglioramento è il giorno della conta dei danni. Sono andato su posto a verificare di persona e posso assicurare che il disastro è enorme. Per questo chiedo che il Comune intervenga anche tramite la Regione Emilia Romagna per ripagare i danni patiti dalla popolazione. E spero che non succeda come al solito e come è accaduto tante altre volte e cioè che la Regione dichiara lo stato di calamità e a parole sembra aiutare tutti, ma alla fine sono pochissimi quelli che vengono risarciti per via di richieste assurde e burocratiche da presentare. Così in tanti vengono tagliati fuori. Qui la gente che ha subito danni per colpa della negligenza deve essere risarcita“.



Riconoscere subito lo stato di calamità per le province di Forlì-Cesena e Ravenna colpite dalla straordinaria ondata di maltempo e dall’esondazione dei fiumi“. Lo chiede il deputato del Partito Democratico Marco Di Maio, rivolgendosi al governo a cui assicura che “di fronte a questioni di tale portata, verranno messe da parte le appartenenze politiche per dare la massima priorità agli interventi a favore di cittadini e imprese“.
Seguo da vicino l’evolvere della situazione in Romagna – afferma il parlamentare – dove i danni provocati dall’eccezionale ondata di maltempo rendono necessario un impegno di tutti i soggetti per far fronte in tempi rapidi alle emergenze. Un esempio in tal senso ci arriva da tutte le forze di soccorso, pubblica sicurezza, amministratori pubblici e volontari, a cui va rivolto il più vivo apprezzamento e ringraziamento per il lavoro che hanno svolto e stanno svolgendo“.
Per questo motivo chiediamo al Governo e alla maggioranza di attivarsi assieme all’opposizione per inserire al più presto, eventualmente già nel decreto “crescita” tuttora all’esame del parlamento – aggiunge il parlamentare – le misure necessarie a sostenere i territori colpiti“.
Contestualmente – conclude il deputato – va riconosciuto nei tempi più rapidi possibili lo stato di calamità per i danni subiti dall’agricoltura, che sono ingenti e stimati in decine di milioni di euro. Anche su questo punto, siamo pronti, pur dall’opposizione, a sostenere il governo nel favorire un rapido completamento dell’iter di riconoscimento“.
Ieri notte ho cercato di aiutare i residenti di Villafranca e di San Martino che sono stati sorpresi dall’acqua del Montone che, fuoriuscita dall’alveo, ha allagato le abitazioni. E’ un disastro. Due abitati invasi da acqua e fango, che raggiunge un’altezza anche di 40 centimetri”.



Nella tarda serata di ieri, mentre transitava in quella zona, l’on. Jacopo Morrone, segretario della Lega Romagna, è stato avvertito da residenti in quelle località che l’acqua continuava a salire. Morrone si è immediatamente attivato, andando a verificare di persona la gravità dell’evento. Si è quindi messo in contatto con il sindaco Davide Drei, già sul posto, e ha allertato l’assessore regionale alla Protezione civile, Paola Gazzolo, che si è resa subito disponibile.
Pur a fronte del maltempo, la responsabilità umana in questo caso sembrerebbe preponderante. L’acqua, infatti, avrebbe trovato facile accesso attraverso una sorta di canale aperto sotto il ponte per facilitare i lavori di un cantiere stradale. Nessuno, tuttavia, avrebbe pensato alla pericolosità del canale durante una piena come quella che ha interessato i nostri corsi d’acqua ieri. Ora è il momento dell’aiuto agli abitanti, ma, in seguito, dovranno essere accertate le responsabilità e chi ha sbagliato dovrà pagare. Questa mattina tornerò a verificare la situazione, per valutare insieme ai tecnici, una prima conta dei danni. La Romagna e in particolare il territorio forlivese e cesenate sono stati colpiti severamente da questa ondata di maltempo, tuttavia emerge che, spesso, le responsabilità sono umane, determinate da disattenzione, pressapochismo, mancata manutenzione. In ogni caso, solleciterò il Governo a prendere in esame con attenzione i gravi danni subiti dalla popolazione e dalle aziende, in particolare agricole, direttamente coinvolte dalle esondazioni”.


 

Ci auguriamo che gli argini resistano alla piena e che le precipitazioni rallentino un po’ per consentire all’enorme massa d’acqua che ha gonfiato oltre ogni limite i nostri fiumi di defluire senza provocare altri danni. Quello che sta accadendo però mette sotto gli occhi di tutti quali siano le vere emergenze di cui una attenta e rigorosa attività politico amministrativa dovrebbe occuparsi, con urgenza e priorità assolute” spiega Sauro Turroni della Federazione dei Verdi di Forlì-Cesena.
Inutile pensare che le cose stiano come un tempo – continua Turroni – i cambiamenti climatici sono in atto e con velocità crescente si stanno modificando le condizioni ambientali nelle quali viviamo e ciò richiede interventi mirati e finalizzati a ridurre i rischi crescenti.
Inutile quindi che i presidenti delle Regioni, a cominciare da quello dell’Emilia Romagna invochino altre autostrade, inutile che i sindaci (e i candidati a quel ruolo) si incontrino facendo a gara nell’indicare tra le priorità di cui si dovrebbero occupare altre strade e tangenziali. Serve mettere in cantiere altro, servono azioni di adattamento ai mutamenti che i cambiamenti climatici stanno provocando nell’ambiente. Serve fare quanto è indicato (e praticamente ignorato purtroppo) nella Strategia Nazionale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici (SNAC), approvata con il decreto n.86 del 16 giugno 2015, che individua i principali impatti dei cambiamenti climatici per una serie di settori socio-economici e naturali e propone azioni di adattamento. Ricordiamo che nel maggio 2016 è stata avviata l’elaborazione del Piano Nazionale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici (PNACC) per dare impulso all’attuazione della Strategia Nazionale che si propone principalmente di individuare le azioni prioritarie in materia di adattamento per i settori chiave identificati nella SNAC, specificando le tempistiche e i responsabili delle azioni e favorirne il coordinamento. Anche la nostra Regione si è impegnata a produrre documenti affermando che Il percorso per affrontare il cambiamento climatico e i suoi effetti sulla società umana e sull’ambiente si sviluppa in due direzioni: quello della mitigazione, volto a ridurre progressivamente le emissioni di gas climalteranti responsabili del riscaldamento globale e quello dell’adattamento che mira a diminuire la vulnerabilità dei sistemi naturali e socio-economici e aumentare la loro capacità di resilienza di fronte agli inevitabili impatti di un clima che cambia. Peccato che queste belle dichiarazioni, sia del Governo centrale sia delle Regioni, tra cui la nostra, restino appunto belle pagine di intenti mentre le azioni concrete riguardano tutt’altro, conosciuto fino ad oggi ancora con il tragico nome di “sviluppo ” senza capire, per dirla con le parole di uno dei principali negazionisti, che “la pacchia è finita” e che non c’è più tempo e che occorre agire“.



L’ondata di maltempo che ha colpito pesantemente da questa mattina le nostre province romagnole è, secondo gli ultimi rilevamenti metereologici, in lenta ma costante attenuazione. La grande quantità d’acqua caduta a seguito delle forti piogge delle ultime ore ha però causato l’esondazione dei fiumi Montone e Savio in diverse zone, allagamenti in altrettanti punti delle città nonché disagi e blocchi alla circolazione stradale e ferroviaria per tutta la giornata di oggi” scrive in una nota il parlamentare del Movimento 5 Stelle Carlo U. de Girolamo.
Mentre raggiungevo Roma ho seguito con attenzione l’evolversi di questa situazione molto critica ma che Protezione Civile, Autorità e Forze dell’ordine hanno gestito – e continueranno a farlo per tutta la notte – con la massima perizia per limitare i disagi ai cittadini e contenere i danni. A queste donne e questi uomini esprimo perciò il mio più sentito ringraziamento, per essere instancabili angeli custodi della nostra gente.
È una straordinaria ondata di maltempo – conclude il pentastellato – che dovrà necessariamente conoscere altri straordinari sforzi, in primis di noi tutti rappresentanti delle istituzioni. Oggi mi aggiornerò con la Prefettura di Forlì-Cesena per avere il quadro completo degli interventi e affrontare così, in maniera condivisa, le possibili situazioni emergenziali che dovessero sorgere in queste e nelle prossime ore“.



Calcolare i danni, approntare interventi immediati di aiuto cittadini e imprese e ogni soggetto e istituzione (associazioni, istituti religiosi etc…) che s’è visto letteralmente allagare case e terreni dalla piena del fiume a Villafranca e San Martino in Villafranca. L’allerta rossa doveva mettere in allarme il sistema collaudato di protezione civile e difesa territoriale, ma le avversità atmosferiche hanno colpito duro. Ci sarà tempo per valutare eventuali omissioni o carenze progettuali e di mancata prevenzione in chi ha amministrato la città fino ad oggi. Ma in questo momento riteniamo doveroso ed opportuno stringerci attorno alla nostra comunità e farci sentire con una voce sola al governatore regionale Bonaccini , in vista a Forlì e Cesena, ed al governo per chiedere venga applicato per il nostro territorio lo “Stato di calamità” e si provveda con interventi urgenti e straordinari per mettere in sicurezza l’area colpita dagli allagamenti e prestare soccorso a chi è stato colpito“: questo il commento di Fabrizio Ragni, coordinatore comunale e capogruppo comunale di Forza Italia.



Vorrei ringraziare, da semplice cittadino, il lavoro incessante di tecnici, volontari e operatori della protezione civile che in queste ore, in sinergia con i vigili del fuoco e gli agenti della polizia locale, hanno fatto il possibile per contenere gli effetti devastanti innescati dal maltempo e dall’esondazione del Montone. La loro professionalità e la tempestività degli interventi hanno contribuito a contenere i danni” candidato sindaco per il centrodestra Gian Luca Zattini.
La rottura degli argini del fiume verificatasi nei quartieri di Villafranca e San Martino in Villafranca ci ricorda, con drammatica intensità, la pericolosità del fenomeno del dissesto idrogeologico che non soltanto interessa con particolare incidenza il nostro territorio ma che rischia di radicalizzarsi se non adeguatamente monitorato. Come Amministratori pubblici abbiamo l’obbligo di tenere alta l’attenzione su questo fenomeno non soltanto con azioni di mitigazione e prevenzione del rischio ma anche e soprattutto con un canale di interlocuzione costante con i residenti e le imprese dei territori più colpiti dal dissesto idrogeologico”.