Forli Verde e Solidale Verdi

«È davvero una singolare campagna elettorale questa: i candidati più che esporre le proprie proposte e programmi sembrano impegnati ad organizzare convegni come se da essi dovessero emergere idee per la città. Ciò sembra riguardare principalmente il territorio con tutto l’armamentario di luoghi comuni fatti di “rigenerazione urbana”, “riqualificazione” e anche con un abbondante uso di termini inglesi che sicuramente non possono che portare a qualcosa di nuovo, mai visto finora. Vengono chiamati personaggi di diversa levatura, ciascuno col compito di indicare soluzioni per i problemi della nostra città.

In altri casi, per esempio a proposito della mobilità, assistiamo a sfide con tanto di guanto gettato all’avversario, dapprima tacciandolo di incompetenza e poi chiedendo un confronto di merito. Noi invece pensiamo che chi si candida a governare una città dovrebbe avere ben chiari le condizioni e i problemi in cui versano cittadini, territorio, economia, infrastrutture, ambiente, servizi, avendo maturato un progetto più o meno organico volto al miglioramento della situazione, con idee precise e concrete, che possano essere valutate ed anche apprezzate dai cittadini elettori.

La lista Forlì Solidale e Verde ha l’ambizione di avere elaborato proprie proposte organiche, che provengono dalla esperienza maturata negli anni precedenti e che intende mettere a disposizione della città. Una delle proposte più significative riguarda il consumo del suolo, non più accettabile nella misura fin qui conosciuta. Per la verità anche altri hanno enunciato un analogo proposito senza però indicare da dove si intenda cominciare.
Noi in proposito abbiamo le idee chiarissime e lo abbiamo scritto: si dovrà privilegiare il riuso degli immobili, specie produttivi e a deposito esistenti, così come dovrà essere avviata una revisione delle eccessive previsioni di nuovi ipermercati e supermercati.

Non possiamo fare a meno di mettere in evidenza la contraddizione clamorosa di chi si erge e autodefinisce paladino del Centro Storico, l’autore della sua rinascita, il suo rivitalizzatore e nello stesso tempo ha votato a favore, senza battere ciglio, della inaccettabile nuova previsione di centri commerciali del POC, vero strumento killer di ciò che rimane in centro e veri moltiplicatori del traffico motorizzato privato. La nostra proposta non fa altro che prendere come riferimento la nuova legge urbanistica regionale che appunto prevede anche il ridimensionamento delle previsioni esistenti. Così come prevede la semplificazione dell’apparato cartografico e normativo della pianificazione.

Altro elemento cardine della nostra proposta riguarda la mobilità e la accessibilità delle zone a maggiore interesse anche attraverso metodi positivamente sperimentati in altre città quali la realizzazione di parcheggi scambiatori collegati con navette ad orario cadenzato con intervalli ridotti. Ovvio che anche questa proposta non trova spazio nei propositi delle altre formazioni politiche, a cominciare da quella di chi ha esposto con dovizia di particolari come saranno i trasporti del futuro a Forlì e dintorni, con tanto di tramvie, quarti lotti di tangenziale verso Faenza ed altre gratuite proposte.

La rivisitazione e riduzione delle previsioni edificatorie non potrà che iniziare da quelle situazioni che per collocazione e natura dei luoghi si manifestano del tutto inadatte per nuovi insediamenti residenziali o commerciali e che nel contempo possono prestarsi a svolgere funzioni importanti e vitali per la città. È questo il caso dell’ex scalo merci di via Vespucci la cui classificazione di Poc e Rue risente di un periodo storico che non c’è più, quando in un’area al servizio delle ferrovie e della mobilità delle merci veniva destinata a residenza, per circa 250/300 alloggi con in più un centro commerciale.

L’area misura mq.125.930 e la scheda progettuale del POC – Rue prevede che mq. 94.206 siano destinati a strade e parcheggi (mq. 36.000 circa) con altrettanto verde di protezione e ulteriori mq. 22.000 mq. di aree per verde pubblico e piste ciclabili. Insomma la previsione di un intervento che necessariamente ha dovuto tenere conto della natura dei luoghi e della collocazione. Non si tratta solo di dimensionamento e destinazioni non più attuali : l’area in questione per la scarsissima accessibilità, racchiusa come è da un perimetro continuo di edifici e dalla ferrovia, per il rumore provocato dalla infrastruttura ferroviaria, per il fatto che si trova ad una quota sopraelevata di 5 o 6 metri rispetto all’intorno su un terrapieno di cui non si conosce la natura e per l’uso attuale di cantiere deposito per i lavori ferroviari richiede di essere ripensata totalmente.

Proponiamo che sia posta nuovamente al servizio della città, ripristinando in parte le funzioni di area necessaria alla manutenzione dell’infrastruttura ferroviaria, parte a verde alberato per l’azione di mitigazione del calore, del rumore e di riduzione degli inquinanti che gli alberi possono assicurare, destinandone infine una superficie di circa mq. 25.000 per mille posti auto per un grande parcheggio scambiatore che fra l’altro non necessiterebbe di particolari interventi essendo già l’area in questione totalmente pavimentata.

Il parcheggio sarebbe comunque di veloce attuazione: in attesa del perfezionamento di qualsivoglia ridefinizione della funzione generale dell’area secondo queste o altre previsioni, comunque da definire anche attraverso valutazioni più ampie, si può promuovere un accordo con FS che ne consenta l’uso immediato. Come si può vedere si indicano dati e numeri che uniti a valutazioni sia di ordine generale sia di carattere specifico ed anche gestionale sostengono una proposta che discende anche da disposizioni normative.

Modo di operare ben diverso da chi propone rivoluzioni future, senza fare i conti con la realtà e soprattutto senza considerare che lo sbandierato pian del traffico, che ai giornali veniva dato per fatto due anni fa, non è stato portato a termine per manifesta inadeguatezza e che la sola cosa fatta realmente è stato il riportare due linee di bus a ripassare dal centro, peraltro decisione presa sulla spinta di 2500 firme raccolte dai cittadini (su una petizione “ispirata” dai Verdi).

Forlì Solidale e Verde