Dante e lo sciamanesimo a “Dante. Tòta la Cumégia”

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L’Associazione Culturale Direzione 21, in collaborazione con il Comune di Forlì, presenta “Dante. Tòta la Cumégia” V edizione giovedì 16 maggio, alle ore 18,00 a Palazzo Romagnoli in via Cesare Albicini 12 a Forlì “Dante e lo sciamanesimo” affinità tra il “viaggio dantesco” e il viaggio dell’iniziazione sciamanica. Conferenza a cura di Gianfranco Bendi. L’ingresso è libero fino a esaurimento posti.

Nel quadro della Varia fortuna di Dante cioè del gradimento della Commedia nei sette secoli da quando Dante era ancora vivo e vegeto sino ai giorni nostri, che fa parte del libro “Dante e la Scienza” che Bendi sta scrivendo, l’autore ha estrapolato una conversazione su “Dante e lo sciamanesimo”, un argomento insolito che può rivelarsi interessante e accattivante per la sua novità, circa le affinità esistenti tra il “viaggio dantesco” interpretato allegoricamente e il “viaggio dell’iniziazione sciamanica”.

Alcuni studiosi infatti hanno individuato tracce sciamaniche nella Commedia come del resto in Pitagora e nel Pitagorismo,in Muhammad e nella setta musulmana dei Dervisci e persino in certi principi del Cristianesimo.
Dunque un Dante maestro di spiritualità o addirittura un Dante “sciamano”? Tuttavia il vero interrogativo è da dove provengono le sue straordinarie nozioni scientifiche perché egli non è solo un sommo letterato ma anche un grande uomo di scienza.

Ancora una volta l’opera di Dante appare come l’opera di uno scrittore illuminato, un viaggio psichico tra archetipi e immagini profonde. Ancora una volta, come scriveva il buon Guido da Pisa, Dante appare come il “calamus Spiritus Sancti”.

Gianfranco Bendi è nato a Forlì nel 1940, vive a Meldola da quando è ritornato dalla Spagna ove ha vissuto per alcuni anni per ragioni di lavoro. Dopo la maturità classica conseguita al Liceo Classico “G.B. Morgani” di Forlì si è laureato in ingegneria civile edile all’Università di Bologna. Specializzato nella progettazione/realizzazione d’impianti sportivi è amministratore e direttore tecnico di società e consorzi d’imprese in Italia e all’estero.
Parallelamente a questa attività professionale ha sempre coltivato la passione per le discipline umanistiche. Cultore del dialetto,ha pubblicato articoli sulle tradizioni romagnole e si è dedicato dal 1996 alla libera traduzione in dialetto romagnolo della Divina Commedia pubblicando nel 2009 “L’Inféran” (Carta Canta Editore) e nel 2013 e 2017. È Purgatori ed È Paradis (Edizioni Risguardi). Ha inoltre pubblicato nel 2007 la raccolta di poesie in italiano “Le mie luci le mie ombre” (Edizioni Il Ponte Vecchio).