Allagamento-Villafranca

Non è passato neppure un giorno dal disastro che ha colpito Villafranca e Sn Martino e il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, si è allineato alla mia posizione. Vale a dire alla necessità, che ho espresso ieri, di verificare al più presto se l’allagamento dei due abitati fosse evitabile, se l’evento sia dipeso da un errore umano, in concomitanza con il maltempo, e se si possano individuare eventuali responsabilità. Credo, come credevo ieri, che la legittima rabbia di residenti, delle aziende e degli agricoltori debba ottenere risposte sia dal punto di vista del ripristino dell’area, sia dal punto di vista dei motivi del disastro. Se ci sono stati errori o sottovalutazioni vanno individuati”. L’onorevole Jacopo Morrone segretario della Lega Romagna, commenta le dichiarazioni rilasciate oggi da Bonaccini.

In lento miglioramento le condizioni metereologiche della Romagna e con esse il livello d’allerta diramato dalla Protezione Civile che diviene giallo, concedendo una tregua. Le piene delle ultime ore sono in esaurimento, ma al momento resta osservato speciale il fiume Savio e gli indici d’innalzamento delle sue acque.
Il maltempo che ha flagellato il nostro territorio ha lasciato segni profondi, che, tuttavia, potevano essere ben peggiori senza l’intervento di tutti coloro, dalle forze di polizia e di soccorso ai volontari della Protezione Civile, che si sono spesi con tenacia e abnegazione nelle ore più critiche dell’evento per porre in salvo i residenti delle frazioni più colpite – prima fra tutte quella di Villafranca – e adoperarsi alacremente per la messa in sicurezza dell’argine del fiume Montone. A queste donne e questi uomini ho voluto esprimere tutta la mia gratitudine incontrandoli personalmente“, dichiara il deputato M5S Carlo Ugo de Girolamo a margine del sopralluogo compiuto questo pomeriggio a Villafranca presso la postazione mobile di comando e coordinamento dei Vigili del Fuoco.
Ho così potuto apprendere dai funzionari dei Vigili del Fuoco e Protezione Civile come non ci siano più persone sfollate – continua de Girolamo – nel mentre visitando il centro abitato, constatare che le acque si sono progressivamente ritirate dalle strade facendole tornare percorribili, pur tuttavia qualche terreno resta ancora sott’acqua ed alcuni residenti sono ancora alle prese con acqua e fango“.
I lavori di riparazione e messa in sicurezza dell’argine del fiume Montone, terminati la scorsa notte, permettono quantomeno di ricucire una ferita, ma non dichiarare conclusa la questione. Restano da accertare le responsabilità di questa drammatica vicenda, verificare l’impatto del cantiere per il rifacimento dell’attigua infrastruttura autostradale a ridosso del punto in cui si è verificato il cedimento dell’argine fluviale, fare luce sullo stato di manutenzione dei fossi di scolo cui è competente il Consorzio di Bonifica della Romagna, nonché sulla corretta verifica, della loro adeguata manutenzione, posta in capo al Comune. Accolgo perciò positivamente la notizia che la Procura di Forlì stia valutando l’ipotesi di aprire un fascicolo per fare chiarezza sulle eventuali responsabilità del cedimento arginale”.
“Come ho ribadito ieri durante il mio intervento nell’Aula di Montecitorio, a fronte di una straordinaria ondata di maltempo serviranno sforzi straordinari da parte di tutti, mettendo da parte i soliti cappelli e rimboccandosi le maniche. Da parte mia ci sarà la piena collaborazione. Il maltempo ci ha messi in ginocchio. Uniti e collaborando, cittadini e istituzioni di ogni livello, ci rialzeremo presto“, conclude.

Preoccupazione e rabbia – attacca Mario Peruzzini di Forlì SiCura – dei residenti per insufficienti, ed in parte mai erogati, investimenti di messa in sicurezza del territorio. Criticità diffuse, dagli argini dei fiumi al sistema fognario fino ai fossi di scolo incapaci di contenere e smaltire l’acqua nel caso di abbondanti piogge. La gravità e la giusta ira dei cittadini viene amplificata dalle solite “passerelle politiche” addirittura scimmiottare Salvini indossando le divise del caso. Oggi, come nel 2015, la sfilata di Bonaccini, Drei e codazzo di “amici di partito” al seguito.
Le parole di circostanza contrastano con i fatti: Insufficienti gli investimenti per prevenire questi disastri; strategie inidonee a tutelare i residenti, pur avendone individuato le cause.
Cantieri mai aperti per la difesa idrogeologica di Villafranca. Nei cassetti progetti per 5 milioni di € che erano le priorità di una Regione che ci mette tre anni (marzo 2018) a firmare l’intesa con il Governo, senza ottenere un euro e con fondi tutt’altro che certi.
Le cd. “vasche di laminazione” contestate dal comitato di quartiere di Villafranca e come dichiarava lo stesso presidente del consorzio bonifica era…: ” Progetto che se anche fosse stato realizzato non avrebbe salvato Villafranca in quest’occasione.”
Vasche che potrebbero servire solo per compensare le piene dei canali non del fiume.
Oggi per la rottura dell’argine del Montone è necessario accertare responsabilità penali e civili, quando qualcuno lo chiama “incidente”. Non bastano più le retoriche manifestazione di solidarietà e vicinanza compresa la competizione a dichiarare lo stato di “calamità naturale”.
Il Comune si faccia carico di procedere subito al censimento dei danni anticipando, con i circa 20 milioni di euro dell’avanzo di bilancio, quanto necessario a far ripartire, senza ulteriore disagi e danni, quella comunità.
Non è accettabile che passata l’emergenza, Comune e Regione, come nell’ultima occasione, distribuiscano con criteri discutibili qualche milione di euro, per poi perdersi dietro gli iter burocratici e dei progetti inidonei a prevenire queste esondazioni.
Alcuni interventi non sono stati realizzati ne finanziati, come tra Villafranca, San Tomé e Branzolino per adeguamento rete idraulica secondaria dello scolo Lama Superiore; 3,2 milioni di euro a Villafranca e altri 2 milioni nel primo stralcio a Branzolino e San Tomè.
Se erano stati finanziati, gli appalti sarebbero partiti entro pochi mesi.
Tra l’altro, studi del Consorzio di Bonifica evidenziano che questi canali a causa della urbanizzazione e dei numerosissimi manufatti, sono idraulicamente inadeguati e non riescono a fronteggiare questi eventi; l’unica loro certezza è che in casi simili quella zona andrà nuovamente sott’acqua. Uno scenario intollerabile, Amministratori incapaci di proteggere il territorio e una Dirigenza, tutta da rivedere, del “consorzio di bonifica” che alla scadenza di ogni mandato viene eletta con singolari e discutibili procedure, mentre proprio in questi giorni sono arrivate le sostanziose bollette per i pagamenti al consorzio stesso” conclude Peuzzini.

La preoccupante situazione in cui versano molte aree della Romagna colpite dalle conseguenze dell’ondata di maltempo che ha determinato l’esondazione di corsi d’acqua, danneggiando abitazioni e coltivazioni agricole, oltre a causare frane e dissesti in collina e montagna, con cedimenti di carreggiate e interruzioni e difficoltà nel traffico” è stata al centro dell’intervento dell’on. della Lega Elena Raffaelli, ieri sera, alla Camera dei Deputati.
Penso – ha aggiunto – che quanto accaduto debba servire da monito a tutti, amministratori, tecnici e popolazione, perché si faccia di più e meglio per la tutela concreta e fattiva del territorio. L’on. Jacopo Morrone ed io, insieme a tutti i romagnoli, teniamo a ringraziare coloro che si stanno prodigando per aiutare la popolazione e mettere in sicurezza persone e territorio. Stiamo seguendo con attenzione anche l’evoluzione della situazione di ulteriore dissesto dell’alta collina e della montagna della Valle del Savio e di altre aree montane della Romagna, dove si sono verificati fenomeni franosi e cedimento di carreggiate. Dopo i danni causati dall’interruzione dell’E45, per la chiusura del viadotto del Puleto, questa è un’ulteriore battuta d’arresto per una zona ricca di bellezze e di potenzialità di sviluppo, a cui dobbiamo dare risposte concrete e positive. La popolazione della Romagna è coraggiosa, si tira su le maniche e lavora, ma dobbiamo anche farle sentire il nostro appoggio, l’appoggio di chi li rappresenta in questa importante assise e dell’esecutivo che non dimentica e non vuole lasciare indietro nessuno”.