ex monte di pietà

Venerdì 17 maggio, alle ore 17,00, alla Sala delle Assemblee del Monte di Pietà in corso Garibaldi 45 a Forlì, “La ricostruzione dell’Antico: echi pompeiani e archeologici nella pittura dell’Ottocento” con Riccardo Helg dell’Università di Bologna; introduce Gianfranco Brunelli direttore generale Grandi Mostre della Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì.
L’evento è organizzato da Italia Nostra – Sezione di Forlì e dalla Associazione Culturale La Foglia in collaborazione con la Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì.

I pittori che nel corso dell’Ottocento si cimentarono con la pittura di ricostruzione storica si rivolsero con estremo interesse al mondo dell’archeologia, innanzitutto per trarre ispirazione per le loro opere di invenzione. Alcuni di questi artisti, come il celebre Lawrence Alma Tadema o, fra gli italiani, Giovanni Muzioli, devono la loro fama proprio all’attenzione con cui seppero attingere alle scoperte archeologiche per impreziosire le loro opere e renderle il più possibili realistiche.

Altri, nel loro percorso di ricerca, rimasero affascinati dall’affermarsi dell’archeologia, che proprio in quegli stessi decenni stava assumendo una nuova fisionomia, ormai lontana dai retaggi antiquari delle origini e avviata a diventare una vera e propria disciplina scientifica. È il caso, ad esempio, di Luigi Bazzani che, nel corso della sua lunga presenza a Pompei, seppe farsi attento osservatore dell’antico, tanto che le sue opere sono oggi considerate documenti preziosi di una realtà che il tempo e l’incuria hanno cancellato.

La conferenza, che intende essere un approfondimento di uno dei temi trattati nella grande mostra sull’arte dell’Ottocento in corso ai Musei San Domenico, offrirà un viaggio per immagini in un settore della produzione artistica ottocentesca spesso classificato come marginale e, dunque, trascurato dalla critica. I quadri di invenzione storica ebbero al contrario un ruolo importante nel mercato artistico dell’epoca e contribuirono alla creazione di un’immagine dell’antico destinata a durare a lungo, prima nel cinema, che a lungo attinse ispirazione da questi quadri, poi nel patrimonio visivo di generazioni di studenti e lettori, che trovarono molte di queste opere tra le pagine di libri di storia e opere di autori antichi.