Inaugurazione-restauro-opera-De-Cupis

Una bella giornata di sole ha fatto da cornice alla cerimonia di conclusione del restauro del monumento “La Pietà” di Roberto De Cupis. L’intervento è stato eseguito dal Laboratorio di restauro Giunchi Andrea. Sul posto hanno operato, insieme allo stesso Giunchi, Azzurra Piolanti e Valentina Maltoni. Fondamentale è stato l’impegno del Comitato di Quartiere, presieduto da Carla Cecchi, che nel corso degli ultimi cinque anni ha operato per raccogliere i fondi per eseguire i lavori. Il cantiere è stato seguito dall’architetto Andrea Savorelli del Comune di Forlì, insieme ai suoi collaboratori, e dalla Soprintendenza di Ravenna.

Alla cerimonia, che si è svolta venerdì scorso sono intervenuti Davide Drei sindaco di Forlì, Ettore Maria De Cupis figlio dello scultore autore dell’opera, Carla Cecchi coordinatrice del Quartiere San Varano, Andrea Savorelli architetto del Comune di Forlì, Andrea Giunchi restauratore, don Luigi Corzani parroco di San Varano, Flavia Bugani critico d’arte, Marco Maria Magnani consigliere della Fondazione della Cassa dei Risparmi, Gabriele Zelli e Marco Viroli; questi ultimi due hanno più volte lanciato appelli affinché venisse restituita dignità al monumento votivo.

Com’è noto la struttura, che è collocata lungo via Firenze, a circa tre chilometri da Forlì in direzione di Castrocaro, all’incrocio con via delle Chiaviche, fu realizzata dell’architetto-scultore Roberto De Cupis in ricordo delle vittime del tragico incidente stradale del 16 gennaio 1925, uno dei primi, che scosse profondamente l’opinione pubblica cittadina, poiché vittime furono quattro bambini al rientro a casa da scuola investiti da un autocarro delle Terme Conti di Castrocaro.

Scriveva il giorno seguente il «Il Popolo di Romagna»: «Un autocarro condotto da Bianchini Aldo ha investito un gruppo di scolari uccidendone due sul colpo, Bertini Domenico e Campani Maria, due in ospedale, Bandini Paola (sorella del celebre Ilario, ndr) e Monti Antonio. Bertini Aldo è rimasto ferito. Corteo funebre per Forlì fino al cimitero di Villa Rovere».

Molti furono i forlivesi che sostennero finanziariamente la realizzazione del monumento. Le cronache dell’epoca diedero ampio spazio sia alla tragedia sia al monumento in fase di costruzione. Nell’attuazione del suo progetto lo scultore Roberto de Cupis (Roma, 1900 – Forlì, 1975) s’ispirò «al gioco infantile del girotondo, felicemente ottenuto dalle quattro croci in cerchio che formano la cappella» al centro della quale è collocata “La pietà” rappresentata «da una madre che abbraccia e sostiene il figlio privo di vita. La donna spinge lo sguardo in alto al cielo per chiedere che le venga data la forza per sopportare quello che è il più intollerabile dei dolori». Immediatamente sotto la scultura è scolpita una scritta che recita: “Come fiori recisi dal Destino / il 16 gennaio 1925 / quattro bimbi / uscendo dalla scuola / ebbero spezzata la vita / da cruento autocarro / La pietà del popolo / sul ciglio lagrimato / volle questo monumento».

L’opera fu inaugurata il 12 gennaio 1928 e una seconda volta il 7 aprile 1929 in seguito all’impegno di un comitato popolare che si costituì allo scopo.
Dopo un restauro avvenuto negli anni Ottanta, voluto da Gabriele Zelli, su giusta insistenza di Ilario Bandini, “La Pietà” di De Cupis aveva subito un progressivo degrado, ora completamente eliminato attraverso un esemplare restauro che ha comportato la rimozione dei muschi che vi si erano formati nel tempo e il ripristino di tutte le porzioni che si erano staccate, dato che il tempietto fu interamente costruito in cemento armato con struttura in ferro e questo ultimo materiale, ossidandosi, aveva fatto saltare alcune parti della struttura. Inoltre con la Soprintendenza sono stati definiti tutti i livelli di finitura che hanno caratterizzato l’intervento sulle figure che compongono la scultura della “Pietà”, anch’essa realizzata in materiale cementizio e ottenuta tramite stampo, che era mancante della mano sinistra e di altre parti che si erano distaccate.

Quelle ancora disponibili sono state riapplicate. La mano invece è stata ricostruita in conformità alla documentazione fotografica disponibile. I lavori sono terminati con generale soddisfazione di tutti ma mancano ancora poche migliaia di euro per coprire interamente le spese. È possibile effettuare donazioni tramite bonifico bancario sul conto corrente del Comitato di Quartiere San Varano: IBAN: IT 65 E 08542 13201 061000 278772 – BCC – Filiale di San Varano.

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Ex sindaco di Dovadola, classe 1953, dal 1978 al 1985 dipendente del Comune di Dovadola. Come volontario in ambito culturale è stato dal 1979 al 1985 responsabile della programmazione del Cinema Saffi e dell'Arena Eliseo di Forlì e dal 1981 al 1985. Coordinatore del Centro Cinema e Fotografia del Comune di Forlì. Nel giugno 1985 eletto Consigliere comunale e nell'ottobre 1985 nominato Assessore comunale di Forlì con deleghe alla cultura e allo sport. Da quell'anno ha ricoperto per 24 anni consecutivi il ruolo di amministratore dello stesso Comune assolvendo per tre mandati le funzioni di Assessore e per due a quella di Presidente del Consiglio comunale. Dirigente e socio di associazioni culturali, sociali e sportive presenti in città e nel comprensorio. Promotore di iniziative a scopo benefico. E' impegnato a valorizzare il patrimonio culturale, storico e artistico di Forlì e della Romagna. A tale scopo dal 1995 ha organizzato una media di oltre 80 appuntamenti annuali, promuovendo anche interventi di recupero del patrimonio architettonico di alcuni edifici importanti o delle loro parti di pregio. Autore di saggi e volumi, collabora con settimanali, riviste locali e romagnole. Dirigente dal 1998 di Legacoop di Forlì-Cesena in qualità di Responsabile del Settore Servizi. Nel 1997 è stato insignito dell'onorificenza di Cavaliere Ufficiale al Merito della Repubblica Italiana.