Caso Nnachi, Molea: “Il record di Great è italiano”

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È nata in Italia, è tesserata in società italiane, può partecipare a gare italiane… e il suo record non sarebbe italiano? Trovo tutto questo incomprensibile: se la mia legge sullo ius soli sportivo lascia dei vuoti interpretativi, si ragioni con il buon senso. Il record di Great Nnachi è italiano a tutti gli effetti”. Così il forlivese Bruno Molea, ex deputato e “padre” della legge sullo ius soli sportivo commenta il recente caso della 14enne che, nata a Torino da genitori nigeriani, ha appena stabilito il record italiano femminile di salto con l’asta outdoor nella categoria cadette, ora in dubbio.

Le perplessità sul suo record sono assurde e davvero impossibili da spiegare a una ragazzina che, nel suo nome, evidentemente già tradisce il suo destino: Great, grande”, commenta Molea. “Tre anni fa in Parlamento – prosegue Molea, presidente dell’ente di promozione sportiva AICS e membro della giunta nazionale Cip – mi sono battuto per una legge di cui vado molto orgoglioso, la legge sullo Ius Soli sportivo. Essa consente ai minori stranieri di essere tesserati presso le federazioni sportive italiane, perché se la politica non era ancora pronta a parlare di Ius Soli, volevo fosse ben chiaro che, invece, il mondo dello sport lo è da tempo. La legge aveva un chiaro obiettivo: quello di porre le basi dello ius soli e di utilizzare lo sport come strumento di lotta contro ogni forma di discriminazione, specie tra i giovanissimi. Laddove si può, si superino le indecisioni delle difficili interpretazioni legislative con il buon senso e seguendo sempre il faro della semplicità, dell’accoglienza e dell’avversione a tutto ciò che suona come una forma di discriminazione. Tutto nella vita della piccola-grande Great parla italiano: lasciamo che anche il suo record lo faccia”.