Matteo Salvini a Forlì

Del comizio di Matteo Salvini ieri sera a Forlì – attacca dopo Drei e Di Maio anche il candidato sindaco per il centrosinistra Giorgio Calderonicolpisce che il primo garante della regolarità della competizione elettorale utilizzi in modo improprio la casa di tutti, che è la sede del Municipio di Forlì, e si comporti in maniera sfacciatamente di parte affacciandosi al balcone del Palazzo Comunale, come in tutto l’arco della vita democratica della nostra città non si era mai visto. A fronte di una tale dimostrazione di noncuranza degli spazi e delle regole istituzionali, non si può non comprendere la spontanea protesta di tanti giovani e di tanti cittadini forlivesi che pacificamente hanno espresso il loro dissenso”.

Forlì ha buona memoria di quell’uomo che da un balcone arringava le folle nutrendole di populismo e imbevendole di propaganda. Forlì non dimentica che la democrazia, in questo Paese, è, già una volta, caduta da un balcone. Eppure ieri sera Forlì è stata costretta a vivere un grottesco dejavu” rincara la dose Valentina Ancarani segretario territoriale Pd forlivese.

Vedere Matteo Salvini – che nonostante il mandato istituzionale di ministro dell’Interno che lo vuole (o lo vorrebbe) rappresentante di tutti gli italiani non solo di coloro che si riconoscono nel demagogico populismo che ne caratterizza il vuoto messaggio politico – affacciarsi al balcone del palazzo comunale di Forlì, novello Podestà di una città che non gli appartiene oggi e che mai si riconoscerà nella violenza delle sue parole e delle sue idee, non è accettabile per chi crede nella democrazia. Come Partito Democratico non possiamo che denunciare quanto accaduto: in 73 anni di pace, la nostra città mai aveva vissuto una notte così buia. Un’azione perpetrata con spudoratezza e incuranza, esempio di una prepotenza alla quale Salvini sta tentando di educare gli italiani e il paese. Un maldestro atto di forza, che dimostra ancora una volta come riti e gesti che evocano il periodo più cupo della storia d’Italia siano ormai stati fatti goffamente propri dal leader di quello che è, senza mezzi termini, un partito estremista e di destra. Sottolineo goffamente perché, stante l’assenza totale di contenuti del messaggio leghista, quello a cui abbiamo assistito ieri sera altro non è che la storpia caricatura di un triste passato, in grado solamente di sostituire la proposta con la propaganda” conclude Valentina Ancarani.