Lodovico Buffadini e Gian Luca Zattini

Alle prossime amministrative di Forlì voterò Zattini” spiega in una nota Lodovico Buffadini ex amministratore pubblico dagli anni ’80 fino al 2010. “Forlì ha bisogno di un profondo cambiamento e una forte scossa per uscire da un isolamento statico istituzionale prodotto dalle giunte Balzani e Drei. Giunte – continua l’ex assessore – incapaci di progettualità e di idee vocate alla gestione dell’ordinario, che hanno vissuto sulla rendita di quanto realizzato nei 10 anni delle giunte Rusticali (Ospedale, Tangenziale, S.Domenico…). Sono convinto che Zattini, dopo la brillante esperienza di Meldola, possa ricreare a Forlì la voglia di pensare in grande e riportare la nostra città al centro della Romagna e alla pari con le altre città capoluogo della regione”.

La mia scelta è sull’uomo, senza pregiudizi di tipo politico, il proprio sindaco si sceglie sulle qualità della persona sulle capacità e non per la tessera politica che si ha in tasca. Il PD, o ciò che rimane di una classe dirigente dilaniata dal renzismo e rampantismo, non ha saputo esprimere una discontinuità ammettendo i propri errori e mettendo in campo una figura che desse la palpabile dimostrazione di una svolta dopo le fallimentari se non inesistenti esperienze delle giunte Balzani e Drei. Calderoni (indubbia brava persona) non può rappresentare quel salto di qualità di cui Forlì ha bisogno, non ci si inventa sindaco dopo una preoccupante rinuncia di Zelli (vera cartina tornasole dello stato di salute del PD). A Zattini non ho chiesto nulla, ho solo consegnato alcuni suggerimenti ed idee dettate dall’esperienza e dal mio attaccamento a questa città, dicendogli che Forlì deve ritornare ad essere “mosca cocchiera e non dormitorio per anziani”. Appoggerò di conseguenza quei candidati di ispirazione repubblicana nelle liste che appoggiano Zattini” conclude Buffadini.