Protesta-universitari

REA – Collettivo di Genere ha avviato uno status di agitazione permanente. Le studentesse e gli studenti dell’Unibo – Campus di Forlì si sveglieranno e si avvieranno verso la propria quotidianità. Abbiamo, dunque, deciso di sconvolgerla.
Non è accettabile che nessuno si sia posto un simile problema prima d’ora. Studiare i massimi sistemi internazionali e non comprendere fino in fondo il senso di un’esistenza significa aver capito la metà delle cose che governano il mondo.
Circa il 50% degli iscritti vive un disagio, a cui né il governo né l’ateneo hanno dato il giusto peso. Anzi, il problema è stato declassato a questione di secondaria importanza.
Noi pensiamo che valga la pena tentare di scuotere le coscienze affinché possano aprirsi gli occhi dinanzi al presente e alle cose concrete. Non decidiamo di nascere, né come farlo. Nel momento in cui lo facciamo, veniamo educati a rispettare delle regole. Tuttavia, ciò che ci viene imposto non sempre rispetta i nostri bisogni primari” scrivono in una nota i responsabili del Collettivo di Genere.

Consapevoli che i saperi rappresentano uno strumento efficace per ribellarsi e per immaginare un mondo più giusto – continuano – dove i corpi e le menti possano esprimersi liberamente abbattendo quelli che sono i confini materiali e non e i binarismi sociali che ci vengono imposti fin dalla nascita, in un contesto storico politico, dove chi ci governa strizza fortemente l’occhio alle politiche colonialiste, razziste e misogine.
Per questo abbiamo deciso di rompere il muro del silenzio e dell’indifferenza all’interno del Campus universitario lanciando la nostra prima campagna “REA-agiamo”, dove, partendo da un’analisi socio-economica e politica sul primato della tassazione dell’Iva sugli assorbenti, in Italia, cercheremo di costruire uno spazio politico e di espressione di democrazia diretta dove si possa discutere sia delle condizioni esistenti e precarie che quotidianamente noi studenti e studentesse viviamo e sia rispetto ad un’analisi che tenga conto di quanto sia importante divulgare un sapere femminista all’interno dei luoghi dei saperi che, oggi più che mai, vengono modellati in base alle politiche neoliberiste che hanno come obiettivo quello di sminuire e decostruire il dibattito critico e levando potere decisionale a noi studenti e studentesse.
Vogliamo un’università – concludono – che si faccia attraversare dall’intersezionalitá delle lotte, dei corpi e dalla forza e dall’entusiasmo di una comunità studentesca che non può e non deve rimanere indifferente. Vi aspettiamo martedì 9 aprile alle ore 19,00 in Valverde per l’incontro di formazione dove discuteremo del concetto di famiglia, analizzando anche la fase politica attuale che stiamo vivendo, e mercoledì 10 aprile svolgeremo la nostra prima assemblea pubblica al Campus universitario.