L'Alternativa per Forlì

Mattia Rossi, portavoce della lista afferma: “a Forlì abbiamo una lista totalmente paritaria, 26 candidati, 13 donne e 13 uomini, età media 44 anni. Si va da Giovanni Nanni Partigiano della brigata Garibaldi per arrivare al più giovane Filippo Servadei classe 1998. Due generazioni che si incontrano, diverse, lontane, ma unite da profonde radici antifasciste. Le stesse alla base della nostra lista“.

Veronica San Vicente, classe1981, insieme a Mattia Rossi, classe 1982, guidano questa squadra alle prossime amministrative, un melting pot di ragazze e ragazzi, giovani e meno giovani impegnati nei mondi dell’associazionismo sportivo, culturale, sociale, di genere, uniti ad una rappresentanza politica che con le sue anime rappresenta l’unità della sinistra. Dal movimento politico èVIVA nato dal percorso di liberi e uguali, a Rifondazione Comunista, Sinistra Italiana, Possibile e Diem25.

Insieme per un progetto innovativo capace di immaginare la Forlì dei prossimi 20 anni e di mettere in campo idee e azioni politiche concrete per tutelare i diritti dei lavoratori, portare lavoro e innovazione nel nostro territorio riconnettendo il tessuto imprenditoriale con l’offerta scolastica e universitaria; per restituire a Forlì il ruolo che merita nel campo delle politiche sanitarie e dell’Ausl unica; per non lasciare indietro nessuno costruendo un welfare accessibile a tutti che affronti in modo efficace il grande tema dell’invecchiamento e della non autosufficienza, che rimetta al centro l’ambiente, non più come elemento di corredo di un programma elettorale ma vero e proprio motore di lavoro e sviluppo; per dire parole chiare sui diritti, sulla parità di genere e la dignità femminile; per dare valore alla cultura; per investire nello sport e nelle associazioni che lo fanno vivere generando coesione e benessere… per tutto questo.

E per una Forlì capace di pensarsi come città europea, un’Europa che ha anch’essa bisogno di un’alternativa alle politiche di austerità di questi anni, che si sono abbattute su cittadini ed enti locali, e su cui vogliamo far sentire anche da qui la nostra voce ed essere il germe di un cambiamento necessario.


 

«Esprimiamo la nostra disapprovazione riguardo alle dichiarazioni riportate sui giornali locali del candidato Sindaco Gianluca Zattini in merito alle recenti modifiche ai documenti di identità apportate dall’attuale governo. La sostituzione sui documenti della dicitura Genitore 1 e Genitore 2 con padre e madre, propagandata come affermazione del principio fondante della famiglia “tradizionale”, è una manovra che di tradizionale ha solo l’ennesima discriminazione fatta sulla pelle delle persone, degli orfani, delle famiglie monogenitoriali e omogenitoriali. Una discriminazione che si vuole evidenziata addirittura nei documenti d’identità, prima certificazione di uguaglianza di tutti i cittadini, come sancito dalla costituzione. Anche l’attacco nei confronti del bando comunale alla cultura che, tra le altre cose, promuove iniziative volte alla sensibilizzazione contro le discriminazioni di genere e lgbt+, conferma questa linea di pensiero. Sarebbe grave se il candidato sindaco si allineasse alle posizioni più oltranziste espresse dal Popolo della famiglia, che hanno trovato tribuna presso il congresso di Verona, dove si sono esplicitamente criminalizzati aborto e divorzio e sostenute posizioni omofobiche, per riportare le donne in casa e l’omosessualità nell’ombra. Come firmatarie e firmatari di questo documento e cittadine e cittadini vogliamo ribadire la nostra condanna di ogni manifestazione di sessismo e omofobia e riaffermare la nostra volontà di costruire insieme una città inclusiva, rispettosa e laica».

Tavolo Associazioni contro la violenza alle donne