Il TAAF: “Non approvare il PUMS è stato un grave errore dell’Amministrazione”

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«L’Amministrazione comunale in scadenza, pur avendo speso cospicue somme in consulenze tecniche ad hoc, non è riuscita ad approvare il PUMS (Piano Urbano Mobilità Sostenibile) di Forlì in Consiglio Comunale e quindi a rendere operativa la delibera di Giunta comunale del 30 novembre 2018 con la quale la Giunta aveva adottato (non approvato) lo stesso PUMS.

Il TAAF (Tavolo Associazioni Ambientaliste di Forlì)ha ripetutamente sollecitato, sia con proposte di contenuto che per il rispetto dei tempi, l’assessore alla mobilità e gli ufici preposti (in particolare Forlì Mobilità Integrata) ma questi non hanno rispettato i tempi e i contenuti che sarebbero stati auspicabili.
La Regione Emilia–Romagna, in attuazione della direttiva europea, ha stabilito con il proprio PAIR (Piano Aria Integrato regionale, cioè il piano per il miglioramento della qualità dell’aria), adottato ed in essere già dal 2014, “l’impegno a ridurre le emissioni di gas serra anche nel settore della mobilità di almeno il 40% entro il 2030 e di precostituire le condizioni affinchè successivamente possano continuare a diminuire per raggiungere i livelli minimi entro il 2050″.

Tutto ciò è disatteso dal PUMS di Forlì, nonostante esso debba obbligatoriamente rapportarsi al PAIR e nonostante debba anche rispettarne i tempi e porre le condizioni pratiche per raggiungerne gli obiettivi, pena il rischio concreto di sanzioni europee a carico dei Comuni inadempienti (cioè di noi cittadini). Il PUMS è invece privo di scadenze precise per gli interventi ipotizzati nonché di previsione di relativi costi ed investimenti.
I punti fondamentali che il PUMS aveva il compito di affrontare erano, e rimangono, i seguenti:
1)“Riduzione del traffico automobilistico nei centri abitati del 20% al 2020″. Il PUMS prevede solo interventi per la risoluzione di criticità puntuali, cioè riferibili a strozzature stradali che ostacolano la fluidità dei flussi di traffico e provocano ingorghi. Questa preoccupazione è condivisibile ma il vero obiettivo dovrebbe essere, invece, la riduzione della presenza in strada dei veicoli. Il PUMS si sofferma sul “privilegiare i mezzi non inquinanti“ senza considerare che un’auto elettrica ed una a benzina occupano lo stesso spazio. Occorrerebbe anche programmare, e il PUMS non la prevede, la realizzazione di parcheggi scambiatori nei quartieri esterni, dove maggiore è il flusso veicolare verso il centro, e dove potrebbe essere preso il mezzo pubblico lasciando lì l’auto. Nel centro abitato, quello cioè compreso fra gli assi tangenziali già realizzati ed in previsione, non potrà perciò esserci la diminuzione ipotizzata e tantomeno al 2020.

2)”Potenziamento del trasporto pubblico locale (TPL)“. Il PUMS parte col piede sbagliato ritenendo che, a priori, “l’utilizzo dei mezzi pubblici a Forlì non riesce ad incidere nelle abitudini dei cittadini…“. Certo è che, quando si consente ad esempio l’ampliamento orario della sosta gratuita nel Centro Storico, come da delibera di Giunta Comunale 270/2018 e successiva 30/2019, tale assunto viene rafforzato. Finchè non si assumeranno provvedimenti di riduzione del traffico, finchè non si applicheranno le norme previste dal PAIR (estensione Zone a Traffico Limitato) al 100% del Centro Storico e Aree Pedonali al 20%), finchè non ci saranno “nuovi collegamenti con zone residenziali in forte sviluppo di campagne informative e pubblicitarie, iniziative promozionali, abbonamenti, incentivi, premi per chi usa il TPL…“ riqualificazione e maggiore confort delle fermate autobus ed altro ancora, è sommamente evidente che non ci saranno aumenti d’utenza nel TPL.

3) “Quota degli spostamenti urbani in bicicletta pari al 20% della mobilità complessiva, raggiungimento di 1.5 ml/ab di piste ciclabili“. Manca completamente il riferimento ad una rete ciclabile intesa come sistema organico di percorsi ciclabili che colleghino il centro con i quartieri periferici ed il forese. Manca, cioè, un progetto complessivo (il cosiddetto Bici-Plan) di ciclabilità, piste ciclabili e non solo (parcheggi per bici con idonee rastrelliere antifurto, attraversamenti ciclabili nelle intersezioni e nelle rotatorie ecc.) su tutto il territorio comunale, progetto poi da realizzare a stralci funzionali.

4) “Estensione delle aree pedonali ad almeno il 20% del Centro Storico e diffusione delle ZTL al 100% dei Centri Storici”. Il PUMS al riguardo è completamente inadempiente. L’ampliamento in alternativa alla suddette estensioni di ZTL e AP, dell’80% delle zone 30 (cioè zone in cui non dovrebbero essere superati i 30 km/h, è del tutto inefficace poiché nelle zone 30 è consentito il traffico veicolare privato e non ci sono controlli sulla velocità, non sono indicati dal PUMS interventi in sede stradale che costringano alla moderazione della velocità e non c’è, né ci sarà, un TPL potenziato che risulti attrattivo in alternativa all’auto.

5) Per la distribuzione delle merci a corto raggio la delibera di Giunta Comunale 167 del 30 maggio 2017, cui il PUMS si richiama, ricomprende le seguenti azioni; 1) sistemi automatici di controllo – accessi in ZTL del CS, 2) realizzazione di un sistema di van sharing (automezzi leggeri a noleggio per trasporto di merci) per il trasporto merci in CS, 3) realizzazione di sistemi di prenotazione delle piazzole di carico e scarico, 4) analisi e verifica delle merci nella città compatta. Ad oggi solo il punto 1) è stato realizzato.

6) “Monitoraggio“. E’ previsto ogni due anni per tutti gli indicatori evidenziate dalla relazione di progetto del PUMS, compresi gli indicatori della qualità dell’aria. Eppure il PAIR, per valutare la qualità dell’aria, evidenzia che il monitoraggio deve essere obbligatoriamente annuale ai fini della rendicontazione dei risultati alla UE e dell’informazione al pubblico.

Riassumendo in sintesi, nel PUMS:
– il cronoprogramma riporta scadenze vaghe per la realizzazione degli interventi ipotizzati ed inoltre è privo di previsione di costi e relativo programma d’investimenti…. Sull’ampliamento delle ZTL ed AP in Centro Storico tace completamente. C’è la rinuncia a priori ad un’organica programmazione in potenziamento del TPL. Manca un progetto complessivo e di piste ciclabili (Bici Plan) da realizzarsi per stralci funzionali. Manca un progetto complessivo di distribuzione ecocompatibile delle merci a corto raggio. Il monitoraggio ambientale non rispetta le scadenze annuali cogenti del PAIR. Gli interventi sono finalizzati a ridurre le congestioni da traffico sulle strade, non a ridurre il traffico motorizzato privato».

Alberto Conti coordinamento TAAF