Barcaccia montefeltro

«L’episodio di ieri ne è la conferma. È necessario demolirla (la Barcaccia, ovvero il parcheggio di piazza Guido Da Montefeltro Ndr) insieme con il parcheggio bunker e completare il restauro del luogo realizzando un moderno parco dove un tempo erano gli orti del convento. Questa sarebbe lotta al degrado! C’è chi continua a proporre pannicelli caldi per curare la città e farne rivivere il centro, ostinandosi a voler mantenere in sostanza tutto come è, con qualche festa in più, con qualche addobbo più luminoso, con qualche contributo per accendere un paio di lampadine in qualche negozio chiuso. Tutte misure non solo inutili ma fuorvianti.
Occorrono interventi strutturali che riportino i cittadini ad abitare in città, che ne venga disegnata una nuova organizzazione aumentando l’accessibilità pubblica e proteggendo maggiormente spazi dove si può sostare, camminare, fare acquisti, eliminando o ridisegnando tutto ciò che è per sua natura o caratteristica o abbandono una fonte di degrado o di insicurezza. Intanto che ci saranno però luoghi di degrado come la Barcaccia, l’ex teatro Romagna, l’ex Enel, solo per citare 3 nodi della città irrisolti, fino a quando una Amministrazione non metterà in campo una pianificazione lungimirante e una capacità di gestione solida, intanto che non ci sarà capacità di guidare le trasformazioni ispirandoci anche ai più avanzati esempi europei non si potrà uscire da una situazione di progressivo deterioramento e impoverimento dell’intera città.

Non sappiamo se le posizioni espresse dal consigliere Mezzacapo siano frutto della sua scarsa conoscenza delle questioni che riguardano i rifiuti o se, come pare più probabile, stia i diventando un paladino di Hera. Noi Verdi non abbiamo lesinato critiche al modo in cui è stato avviato il porta a porta a Forlì, si sarebbe potuto e dovuto far meglio ma l’accanimento con cui gli esponenti del la Lega si battono contro Alea, cioè contro una società costituita dai Comuni, a totale capitale pubblico, che non ha lo scopo di fare profitti come la multiutility Hera S.p.A. ce li fa considerare attendati nel piazzale di via Berti Pichat.
Lavorano per il fallimenti dell’iniziativa? Si prefiggono che la società vada a gambe all’aria con la ingente perdita di denaro pubblico che ciò può provocare? Si battono perchè si torni sotto Hera, cioè sotto la società che col suo peso politico ed economico è stata in grado di imporre l’inceneritore a Forlì mentre tutti i cittadini lo combattevano? Sotto quella società che pensiamo sia stata in grado di influenzare il Piano regionale dei rifiuti consentendo che negli inceneritori di una provincia possano arrivare anche quelli da fuori? Si battono perchè si torni al regime nel quale la tariffa veniva determinata sulla base dei dati forniti da Hera?
Vorremmo che fossero chiari a questo proposito, i cittadini devono sapere se la Lega chiede il loro voto con questo obiettivo».

Federazione dei Verdi di Forlì-Cesena