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«Esprimo grande preoccupazione per le crescenti forme di degrado e di disagio sociale pressoché consolidate, nel quadrilatero perimetrale del centro storico comprendente viale Vittorio Veneto, via Bentivoglio, via Felice Orsini ed in particolare, il parcheggio di piazza Monte Grappa». Con queste parole, esordisce il ventisettenne Cristian D’Aiello, già dirigente provinciale e candidato alle amministrative per Fratelli d’Italia del prossimo 26 maggio.

«Il suddetto sito sta palesando un malessere generalizzato: non solo vi ha subìto un’involuzione improvvisa con la chiusura della Scuola Media Maroncelli, ma ha risentito – come del resto, il centro storico – di numerose fughe abitative e delle serrate alle attività. La siringa di eroina conficcata nel tronco, è l’ultima in serie, di alcuni rinvenimenti – da parte dei residenti – di materiali adibiti all’assunzione di sostanze stupefacenti alla base delle alberature e lungo i marciapiedi. A cui si aggiungono episodi di microcriminalità, bivacco e accattonaggio molesto, i quali rendono inevitabilmente insofferente la vita dei cittadini nell’accesso alle automobili, alle abitazioni e alle attività commerciali a tutte le ore del giorno».

«Dinnanzi al montare dell’insicurezza e dell’insalubrità dovute ai posteggi per lo spaccio e l’abuso di stupefacenti, qui come in altri quartieri di Forlì, la risposta per noi è univoca: tolleranza zero contro i venditori di morte. Affinché questo si realizzi con sistematicità, nel programma di Fratelli d’Italia, accanto al rafforzamento dell’organico della Polizia Municipale ed all’impiego proattivo delle Forze dell’Ordine, abbiamo inserito la figura professionale più idonea per competenze tecniche ed esperienza al fine di alzare gli standard della sicurezza urbana: la guardia particolare giurata. È necessario che la sicurezza attiva sia affidata ad operatori con esperienza, conoscitori del territorio in virtù del proprio operato, che sappiano gestire e mediare i conflitti e nell’occorrenza lavorare in sinergia con le Forze dell’Ordine chiamate ad intervenire».