panoramica-borgo Castrocaro

Mentre il sindaco Tonellato e l’assessore Zanetti tassano le strutture ricettive per finanziare un imprecisato programma di rilancio turistico, pare che in altre stanze dello stesso palazzo ci si prepari, invece, al “si salvi chi può”. Questa volta a preoccupare la comunità castrocarese è l’indiscrezione, circolante da alcuni giorni, che l’Hotel Eden, struttura riconducibile al vicesindaco, nonché assessore forlivese, William Sanzani, potrebbe, prossimamente, diventare un istituto psichiatrico.

E se non bastasse, si parla anche di una villa privata in zona, situata in prossimità di altre abitazioni e appartenuta ad un ex politico locale, acquistata da una Cooperativa per ospitare una comunità di recupero. Il gruppo consigliare di Casa Civica, contattato da alcuni cittadini allarmati, stigmatizza queste eventualità: “Ci auguriamo che queste ipotesi vengano smentite, oppure, se dovessero essere confermate, che almeno qualcuno si degni a dare prontamente delle rassicurazioni alla cittadinanza. Stiamo infatti parlando di un quartiere che ospita altri alberghi, vicino al nuovo ingresso degli stabilimenti termali, alle porte del centro cittadino e con un’ampia zona esclusivamente residenziale, comprendente anche la criticità del cosiddetto residence Agorà, e di una nucleo di abitazioni in zona rurale. Non ci sembrano proprio luoghi adatti per insediare istituti sanitari e sociali così delicati, ammesso che, più opportunamente, non si trovino nel forlivese strutture pubbliche già esistenti e disponibili ad ampliare i propri servizi. Inoltre, pur accettando la legittimità di simili operazioni e la rispettabilità delle persone coinvolte, sembrerebbe una coincidenza abbastanza sorprendente quella di un amministratore comunale ben disposto a convertire la struttura di famiglia da turistica a Istituto Psichiatrico: dobbiamo forse pensare che chi ci governa si sia rassegnato a un futuro senza turismo? Se così fosse, sarebbe più corretto condividere con tutti gli operatori economici locali le reali preoccupazioni dell’amministrazione e individuare una strategia comune, anziché abbandonare la nave. Auspichiamo, comunque, un repentino chiarimento su queste ipotesi, che sgombri il campo da eventuali forzature politiche, certamente legali, ma ugualmente azzardate per la serenità dei residenti e la componente turistica di quel quartiere e dell’intero paese termale”.