Acri (FI): «Pronto il progetto per un nuovo Palio del ‘Sanguinoso mucchio’»

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Il 1° maggio del 1282 rimarrà scolpito negli annali forlivesi come la data del “Sanguinoso mucchio”, una battaglia tra esercito papale e ghibellini forlivesi evocata nella Divina commedia (XXVII canto dell’Inferno) di Dante e raffigurata in uno straordinario affresco nella Sala del Consiglio comunale.
Per celebrare la ricorrenza del Calendimaggio nel corso del medioevo si susseguirono a Forlì giostre e corse, giochi che usavano la “pubblica piazza” come arena, cortei sacri e profani. È di molti, troppi, anni fa (quasi 40, per la ricorrenza del 700°) l’ultima rievocazione. E ci chiediamo: perché chi amministra la nostra città non ha saputo favorire la nascita di un palio storico come, per esempio, è accaduto nella vicina Faenza?”: a porre la domanda è Raffaele Acri, componente del coordinamento comunale di Forza Italia e candidato alle prossime elezioni amministrative del 26 maggio.

Ravvisiamo un’assoluta mancanza di amor per le proprie radici, per la propria città, dei sindaci e delle giunte (guarda caso tutte di sinistra) che hanno governato Forlì. Perché non avvertono al pari di altre cittadine come: Terra del Sole con il suo splendido corteo storico, Ascoli con la quintana, Foligno con il palio dell’anello , Orvieto con il corteo storico, fino alla piccola Tredozio con il gastronomico palio delle uova, la necessità di valorizzare e celebrare una ricorrenza storica così importante per i nostri concittadini? Sarebbe una straordinaria occasione di promozione turistica , storico-culturale ed anche commerciale ed economica, ovviamente” : aggiunge Raffaele Acri.

Del resto, questa noncuranza per le tradizioni locali, questa incapacità di promuovere e tutelare i simboli della storia forlivese da parte degli amministratori di sinistra, è ben rappresentata dall’incomprensibile incuria verso il patrimonio artistico ed architettonico cittadino, si pensi al deserto attorno al San Domenico che non si traduce in alcun vantaggio né promozionale né culturale nonostante il traino delle splendide mostre che richiamano visitatori da tutta Italia ed anche dall’estero”: commenta l’esponente di Forza Italia.

Non è accettabile che la città di Caterina Sforza continui a non rendere fruibile la Rocca e non sia in grado di valorizzare il proprio patrimonio storico ricavandone un aumento di turisti con un relativo incremento dei posti di lavoro nei settori dell’accoglienza e del turismo, integrando capacità imprenditoriali e volontà dell’amministrazione. Dando per scontato che anche quest’anno la giunta comunale del Pd farà cadere nell’oblio la data del “sanguinoso mucchio”, auspichiamo che i prossimi amministratori – e confidiamo che il sindaco sia Zattini – sappiano rivalutare in maniera consona le bellezze di una città che per storia e tradizioni non è seconda a nessun’altra in Romagna. In caso di vittoria del centrodestra questa nostra proposta diventerà realtà, facile approdare alla realizzazione di un progetto, potendo attingere dalle altissime competenze culturali e dalla memoria storica di alcuni forlivesi illustri come Vittorio Mezzomonaco”: conclude Raffaele Acri.